Elisa Ferro Luzzi

‘Lotito vattene’, ‘Lotito ladro di sogni’, ‘Libera la Lazio’ ‘Te ne devi andà’, ‘Lotito vattene a Salerno’. La posizione dei tifosi della Lazio nei confronti del loro presidente negli ultimi anni si è particolarmente inasprita. Claudio Lotito, l’uomo che ha salvato la società dal fallimento nell’estate del 2004, è oggi il nemico giurato dei supporters biancocelesti. Eppure ha evitato loro il fallimento prendendo “la Lazio al suo funerale e portata in coma irreversibile”come ama spesso ripetere.

Ripercorriamo la storia dei suoi 12 anni alla guida del club biancoceleste.

Nella Prima Puntata abbiamo analizzato la stagione 2004-2005.

Nell’estate 2005 a Roma arriva Delio Rossi. La stagione comincia presto e anche male: la Lazio va fuori dall’Intertoto perdendo la finale con l’Olympique Marsiglia. Altra imbarcata di giocatori tra cui Behrami, Mudingayi, Stendardo e Tare. Parte Couto, a gennaio arriva Mauri che a Udine fa panchina. Derby d’andata pareggiato, derby di ritorno perso, la Lazio chiude la stagione al sesto posto. A tre giornate dalla fine del campionato esplode Calciopoli e la Lazio si trova tra le società maggiormente coinvolte a causa delle telefonate intercettate tra Lotito, Carraro e Mazzini. Il club biancoceleste, in un primo momento, viene retrocesso con Juventus e Fiorentina, ma in Serie B alla fine ci vanno solo i bianconeri e a Formello se la cavano con 30 punti di penalizzazione sulla classifica del 2005/06 e altri 11 per il campionato successivo. La squadra viene inoltre esclusa dalla Coppa Uefa. 

Il processo penale, per Lotito, si concluderà con la prescrizione in Cassazione, dopo la condanna a 18 mesi di reclusione e 40 mila euro di multa in Appello.

CONTINUA…