Redazione

Icardi che non segna è lo specchio dell’Inter che fatica in fase d’attacco. Storicamente le squadre di Spalletti segnano molto e, sotto la guida del tecnico toscano, quasi tutti i terminali offensivi hanno vissuto stagioni esaltanti. Anche Icardi aveva iniziato la stagione sotto i migliori auspici: pronti via, due gol alla Fiorentina e altrettanti alla Roma. Invece, le due reti all’Olimpico sono anche le ultime su azione. Dal 27 agosto in poi solo calci di rigore e a secco contro Crotone, e Benevento. Non esattamente due linee Maginot.

Cosa succede al centravanti?

Semplicemente, Icardi non è un centravanti di manovra capace di muoversi anche come regista offensivo. Nelle ultime giornate si è apprezzato qualche tentativo: tagli verso l’esterno, sponde per il centrocampista a rimorchio, persino qualche triangolo con gli esterni. Tutto molto scolastico, quasi faticoso. L’argentino resta uno stoccatore. Un rapace degli ultimi sedici metri abile a muoversi nel perimetro dell’area di rigore attaccando il primo o il secondo palo o staccandosi dalla marcatura. Ha i piedi, ma non la visione di gioco per impostare. Il massimo che gli si può chiedere è uno scambio nello stretto. É un animale da gol, che “sente” la porta e tende a concludere più che a costruire.

Manovra ingolfata, Icardi sterilizzato?

Nel 4-2-3-1 di Spalletti, il centravanti, in fase di possesso e transizione, è chiamato a partecipare alla manovra arretrando, spalle alla porta o no, sulla trequarti. Lì riceve palla, per smistarla sugli esterni e andarne a raccoglierne il cross, preferibilmente palla a terra, calciato forte sul primo o secondo palo o a rientrare verso il centro dell’area di rigore. L’alternativa? Icardi tocca per il centrocampista a rimorchio che accompagna l’azione e poi scappa via per portarsi via l’uomo. A quel punto il portatore ha due opzioni: imbucata per l’esterno, che può concludere o mettere in mezzo per lo stesso Icardi. O ancora, l’imbucata per l’argentino chiamato a muoversi alle spalle del difensore. Movimenti che non si vedono. Gli esterni aspettano il pallone e non attaccano la profondità. Il trequartista non si inserisce. La manovra si ingolfa. Ed Icardi non segna.