Redazione

Rinnovo e clausola per Perisic. Il croato non si muove. Niente scherzi, né sorprese. 70 milioni di euro, per chi volesse portarselo via. Cifra che può spaventare persino il Manchester, mai spintosi oltre i 55 milioni. Anche se qualcuno teme possa essere una cessione ad…orologeria.

Una storia nuova

Perisic sembrava destinato allo United sin dagli inizi di luglio. Una corte serratissima: Mourinho è pazzo di lui. Il croato, attratto dalle sirene inglesi, è di fatto un separato in casa dall’Inter. Prima una foto in cui si “dissocia” dalla squadra. Poi il mal di denti. Spalletti tiene duro, vuole parlarci, almeno, prima di perderlo. Lo porta in Cina. E in Oriente accade qualcosa: fra i due sboccia il feeling immediato. Il tecnico toscano lavora sulla testa del calciatore. Non lo corteggia, piuttosto lo motiva. Gli fa capire quanto sia importante e unico per l’Inter, piuttosto che uno dei tanti al Manchester United. E lo invita a testarsi nel nuovo sistema di gioco…

La scintilla accende la passione

Perisic si innamora del gioco di Spalletti: cosi come il tecnico toscano si invaghisce della corsa e della progressione del croato. Devastante nelle accelerazioni, imprendibile quando parte e lascia sul posto l’avversario diretto. Un esterno che abbina tecnica, potenza fisica e visione di gioco. Molto più completo del Salah che aveva a Roma.

La scintilla scocca durante l’International Championship Cup. Attimi di vero Perisic. Poi con il tempo, un atteggiamento diverso. Il ragazzo corre, contrasta, rincorre l’uomo. E diventa anche più continuo nell’arco dei 90′. Non accendendosi ad intermittenza, perde quelle scorie che lo rendevano un prototipo di campione. E adesso è un top player a tutti gli effetti. Irrinunciabile.

Un’arma a doppio taglio

La clausola è sempre un’arma a doppio taglio. 70 milioni di euro sono tantissimi soldi, ma probabilmente non abbastanza per sentirsi completamente al sicuro. L’unico, reale, timore è che il rinnovo di Perisic possa trasformarsi in una cessione ad…orologeria a prezzi più convenienti. Una tesi sostenuta dai maliziosi. Difficile, però, che la dirigenza e sopratutto Spalletti avallino una cessione nel mercato invernale, specialmente se, come tutto lascia credere, l’Inter sarà in corsa per posizioni di prestigio.