Redazione

Cercasi Perisic disperatamente. I numeri testimoniano che, privata dell’apporto del croato, l’Inter non trova più la via del gol. Appena due, nelle ultime sette uscite (Coppa Italia compresa). Quanto basta per staccarsi da Juventus e Napoli.

Contromisure adeguate

Perisic ha due problemi di base: uno personale, l’altro, di squadra. Il suo limite è la discontinuità. Quando è sorretto da condizione e ispirazione (due fattori spesso coincidenti) è pressoché immarcabile. Lo stato di grazia, però, è limitato a 20 partite l’anno. Esaurito il bonus, Perisic diviene un malus. E poi c’è il problema di squadra: l’Inter di Spalletti è stata la rivelazione della stagione sino a che si è retta sulla forza dei singoli. L’impianto di gioco non ha tante soluzioni se non una manovra avvolgente mirata a mettere palloni in mezzo che Icardi deve trasformare il gol. E sino a che la muscolarità è stata incidente, l’Inter ha vinto. Il calo fisico è coinciso con la crisi. Se Perisic, come gli altri, ha sfruttato la sosta per rifiatare e recuperare energie, allora è lecito attendersi una prestazione confortante.

L’avversario ideale

La Roma, per certi versi, è l’avversario ideale per ritrovare competitività. Dalla parte di Perisic, infatti, agirà, con ogni probabilità, Bruno Peres. Calciatore in grado di indirizzare la partita nel bene e nel male. Eccelle in fase propositiva, quanto pecca in quella difensiva. Perisic può sfruttarne le distrazioni giocando una partita accorta e sorprendere alle spalle il brasiliano sfruttando l’uno due con i centrocampisti o dettando il passaggio in profondità muovendosi con i tempi giusti. Se il croato trova il tempo e lo spazio diviene un’arma non convenzionale. Non è escluso anche che, sfruttano la staticità evidenziata ultimamente dal centrocampo giallorosso, il croato non scelga anche di partire esterno per convergere verso il centro e trovare la conclusione da fuori. Insomma, molto, se non tutto, nella serata di San Siro, dipende dalla luna del croato.