Redazione

Buon compleanno Dea. Ospite d’onore: Andrea Petagna. L’Atalanta soffia su una candelina carica di storia con un’impresa storica. Chiude il girone d’andata del gruppo di Europa League al primo posto. E se a Cipro vince, e il Lione fa il suo con l’Everton la qualificazione è archiviata con 180′ di anticipo. Abbastanza per far festa.

Finalmente Petagna-gol

Andrea Petagna, grande, grosso e…tenerone. Il ragazzo torna al gol dopo tempo immemore e corre verso Gasperini. Un lunghissimo, sentitissimo abbraccio. A metà fra il ringraziamento, per averlo tenuto sempre in campo anche quando sembrava non riuscisse a segnare neanche con le mani, e le scuse per non “sentire” la porta come richiesto a un centravanti. Gasperini, in realtà, è già contento così. Non lo toglierebbe mai dal campo, semplicemente perchè non c’è qualcuno che come Petagna possa essere un punto di riferimento così importante per il suo gioco.

Utilissimo soprattutto spalle alla porta

Petagna è utilissimo soprattutto spalle alle porta. Anche di più di quando è di fronte al portiere. No, non è una battutaccia. É la lettura del gioco di Gasperini. Petagna ha una prestanza fisica da wrestler unita a un senso tattico fuori dal comune. Segna poco, è vero, ma fa segnare tantissimo Papu e Ilicic, quando lo sloveno ha voglia di impegnarsi. Tutti i movimenti di Petagna sono finalizzati alla ricerca della profondità. Un ariete in piena regola, che deve spingere e rompere le linea difensiva o allungarla e allontanarla da quella di centrocampo per permettere a Papu e Ilicic di muoversi nello spazio creato per seguire istinto e talento.

Un regista avanzato

Il vero errore, probabilmente, è ritenere Petagna un centravanti spaccaporte. Del resto, con quel fisico, è il minimo sindacale che ci si aspetterebbe. In realtà, sebbene sia l’uomo più avanzato dell’Atalanta. è un vero e proprio regista offensivo. É abile nello smarcamento, copre il pallone come nessuno, permette alla squadra di muoversi intorno a lui e, sopratutto manda in porta i compagni con una regolarità impressionante. Tutte le azioni più pericolose passano dai suoi piedi che si inseriscono su palloni “spizzati” o scaricati. Se poi inizia anche a segnare, allora beh…