Redazione

Numero 9. No, 99. Pinamonti, molto più di una promessa.  Il Crotone lo ha inseguito a lungo, ma se lo ritroverà da avversario.  Il ragazzo avrebbe potuto indossare la maglia rossoblu, ma la dirigenza e Spalletti hanno detto “no”. Non si muove da Milano. Dove cresce e impara da uno dei migliori in assoluto: Icardi.

Un po’ Vieri, un po’ Ibra

Pinamonti è il classico centravanti che svaria dentro l’area di rigore e si presta alle sponde per i compagni quando non decide per la conclusione personale. La struttura fisica importante e la tecnica individuale ricordano, con le dovute proporzioni, Ibrahimovic e Vieri. Il ragazzo ha la forza e la potenza di Bobo, ma cattiveria da bomber e piedi educatissimi da Zlatan. In Primavera è un’arma non convenzionale: non a caso Spalletti ha deciso di trapiantarlo in prima squadra per limare alcuni difetti In primis lo smarcamento nello spazio stretto. E poi, una preparazione mirata a migliorare lo scatto sul breve.

Cosa può dare all’Inter

Il ruolo di Pinamonti coincide con il suo numero di maglia e la data di nascita. 99, o, 9-bis. È il vice-Icardi. Può essere impegnato come unica punta nel 4-2-3-1 e sorreggere serenamente il reparto avanzato. Le sue movenze negli ultimi venti metri lo rendono il destinatario ideale per i palloni messi in mezzo da Perisic e Candreva. Tuttavia può trovare una buona intesa anche con Joao Mario, per la capacità di dialogo nello stretto e di dettare il passaggio in profondità. Pinamonti sa muoversi alle spalle del difensore aggirandolo per l’anticipo o staccandosi dalla marcatura e calcia e controlla con grande naturalezza ed uguale efficacia. É pronto per la serie A, e sarebbe già titolare nelle squadre di piccolo e medio cabotaggio. Ha scelto, anzi, è stato scelto, dall’Inter. Non si muove. Impara anche a costo di sacrificarsi qualche mese senza giocare. Il Crotone lo voleva? Lo avrà. Da avversario.