Redazione

L’inizio della stagione 2017/18 ha portato agli onori delle cronache calcistiche un allenatore giovane, preparato, che sta facendo molto bene in campionato. La sua squadra mostra un calcio propositivo e soprattutto porta risultati. Nell’ultima partita ha addirittura battuto una delle favorite per la vetta della classifica. Il segreto? Tanto lavoro e una coesione completa, dentro e fuori dal campo. Ma lui non si lascia trasportare dall’euforia, anzi ci tiene a far presente che i migliori sono altri, come suo fratello Simone. Pensavate stessimo parlando di lui? Errore. Il giovane allenatore del giorno è Pippo Inzaghi.

Venezia primo, merito di Pippo Inzaghi

Il cui Venezia, arrivato direttamente dalla Lega Pro, conquista il primo posto di questa equilibratissima Serie B battendo l’Empoli. Ci pensa Moreo a tre minuti dalla fine a regalare alla città lagunare un sogno, il secondo nel giro di un anno. Ma se questa squadra è lassù, gran parte del merito va a Pippo Inzaghi. Che, dopo essere stato fagocitato e rigettato troppo in fretta da un Milan in confusione tecnica e soprattutto societaria, ha deciso di ripartire dal basso, dalla terza serie del calcio italiano. Una sfida intrigante quella del Venezia di Joe Tacopina, che non ha mai fatto mistero di voler riportare gli arancio-nero-verdi dove non si arriva dall’inizio del nuovo millennio: la A.

Campionato equilibrato che lascia spazio alle sorprese

Squadra, società e tecnico si sono trovati alla perfezione, come pezzi di un puzzle che non vedevano l’ora di venire affiancati per regalare una visione d’insieme affascinante. Prima è arrivata la promozione diretta dalla Lega Pro, ora c’è un campionato che al Venezia (e a Venezia città) può regalare molto di più del previsto. L’obiettivo, almeno a sentire Pippo Inzaghi, rimane una salvezza tranquilla, quella quota 50 punti che era già stata menzionata a inizio stagione. Ma davanti a un campionato molto equilibrato, che regala sorprese giornata dopo giornata, difficile non pensare che il doppio salto non sia esattamente un’utopia. Del resto SPAL e Benevento insegnano.

Pippo come Simone, è passato al 3-5-2

Intanto Pippo, che ha iniziato il campionato con il 4-3-3 che utilizzava anche al Milan, si è convertito al 3-5-2 tanto caro anche a Simone, ottenendo da quel momento tre vittorie, altrettanti pareggi e una sola sconfitta. A guidare l’attacco lagunare c’è Gianmarco Zigoni, figlio d’arte, ex promessa del vivaio del Milan che, proprio come il suo tecnico, ha deciso di ricominciare da una realtà più a misura di calciatore, piuttosto che continuare a girare l’Italia in prestito. I fedelissimi di Inzaghi restano comunque tre, Falzerano, Modolo e Zampano, tutti e tre protagonisti della promozione in B e sempre presenti nelle dieci partite stagionali finora disputate.

E quindi a un quarto di campionato, Simone non è l’unico della famiglia a poter guardare la classifica con orgoglio. A casa Inzaghi vincere non è un semplice obiettivo. È una filosofia di vita.