Redazione

Come cambia il panorama visto da una…Pjaca in dodici mesi? Il talento croato era inseguito da mezza Europa e, al momento dell’acquisto, solo applausi per la Juventus capace di mettersi in casa un possibile crack di mercato. Questione di parole. Crack? No. Crac. La sfortuna si è messa in mezzo sparigliando le carte. Due infortuni gravi ne hanno condizionato pesantemente il rendimento. E adesso rischiano di mandare in fumo un investimento importante: 24 milioni di euro.

Un anno dopo che ne sarà di lui?

Il crociato di Pjaca è saltato in primavera. E cinque mesi dopo non è ancora il momento di rivederlo in campo. E comunque non in Champions. Fuori dalla lista, chè di esterni, la Juventus adesso ne ha da vendere. Il problema non è legato solo alla riabilitazione, ma alla gestione di un talento che, nella testa di Allegri non è stato una prima scelta, e neanche una seconda. Neppure quando stava bene. Al suo posto, Mandzukic molto più propenso al sacrificio e all’interpretazione delle due fasi e vicino al concetto di equilibratore tattico. Il cambio di moduli, dal 4-2-3-1 al 4-3-3, rischia di limitarne ancora più l’impiego.

Tanti soldi e rischio svalutazione

Il cartellino di Pjaca parla chiaro: 24 milioni di euro per un impiego pressoché nullo. A dodici mesi dal suo arrivo, il ragazzo è ormai l’ultimissima scelta di un reparto stracarico di esterni. La fila per il posto da titolare è come quella alla posta alle prime ore del mattino. Mandzukic, Dybala, Bernardeschi, Douglas Costa, Cuadrado. Non c’è da meravigliarsi se sia stato escluso dalla lista Champions. Forse, anche senza forse, l’idea è di provare a giocarsi le (poche) chances di scendere in campo per poi guardarsi intorno a Gennaio. Le richieste non mancano: Torino, Lazio e Fiorentina, rifiutate in estate, sono destinazioni che potrebbero tornare di moda in inverno…