Adriano Stabile

Poteva avere il mondo e invece no. Michel Platini ha festeggiato un compleanno triste oggi, 21 giugno, in occasione dei suoi 62 anni. Da icona del calcio a reietto: l’ex campione della Juventus ed ex presidente dell’Uefa vive da segregato la sua passione per il pallone. Dovrà farlo ancora per due anni e tre mesi, fino all’8 ottobre 2019, quando scadrà la sua squalifica per un pagamento sospetto di due milioni da parte del presidente della Fifa Sepp Blatter.

Michel Platini, compleanno in ombra

«La mia coscienza è tranquilla, certo di non aver commesso il più piccolo errore. Continuo la mia battaglia giudiziaria» ha detto “Le Roi” nel settembre scorso, al momento dei saluti ufficiali dopo nove anni da numero uno dell’Uefa. Quattro mesi prima, il 9 maggio 2016, il Tribunale Arbitrale del Tas di Losanna aveva confermato la sua squalifica inflitta dalla Fifa, pur riducendola a quattro anni, per un versamento di due milioni di franchi svizzeri (1,8 milioni di euro) a suo favore fatto nel 2011, ufficialmente per lavori effettuati tra il 1999 e il 2002. Un’enorme distanza temporale tra prestazione e compenso che ha fatto pensare a una tangente “mascherata”.

Lo scontro con Blatter

Quella squalifica è stato uno schiaffo per l’ex campione, fuoriclasse fuori e dentro il terreno di gioco fino a quel momento. Uno schiaffo incassato proprio mentre si dava ormai per scontata la sua successione a Sepp Blatter alla presidenza della Fifa e pochi mesi prima degli Europei nella sua Francia.

Il mondiale 2022 strappato agli americani

Proprio l’ambizione di diventare l’erede di Blatter, squalificato per 6 anni per quel versamento “maledetto” di due milioni di franchi, potrebbe essergli costata cara. Nei prossimi anni probabilmente scopriremo la verità, che pian piano sta facendo capolino: «la negligenza e gli errori del francese sono chiari – ha scritto “Le Monde” il 29 marzo scorso – i suoi amici non demordono: è stato bersaglio di un complotto politico, creato per sabotare la sua candidatura alla presidenza dell’Uefa». Secondo fonti del giornale transalpino Platini «non doveva diventare presidente della Fifa perché responsabile del fatto che gli americani non avessero avuto il Mondiale 2022», assegnato al Qatar con il sostegno del francese. E così qualcuno, dopo anni di silenzio, ha aperto il vaso di Pandora del pagamento da due milioni di franchi incassato dall’ex campione.

Il Qatar all’origine di tutti i mali?

Un paio di giorni fa Blatter, intervistato dal quotidiano inglese “Guardian”, ha dato qualche conferma sulla questione Qatar 2022 come origine di tutti i mali: «Non sto dicendo che l’assegnazione del Mondiale sia stata comprata – le parole dello svizzero, ex patron della Fifa – ma che è stata influenzata da pressioni politiche. Sarkozy ha cambiato tutti, ha chiesto a Platini di prendersi cura degli interessi della Francia. Qualche settimana prima lo stesso Platini mi aveva detto che non potevamo andare in Qatar perché ci saremmo ritrovati sotto pressione, avrebbero detto che eravamo stati pagati».

«Blatter voleva morire nella Fifa»

Il 30 marzo scorso, in un’intervista a “Le Monde”, Platini è tornato a parlare dopo un lungo silenzio, dando una sua versione sullo scenario possibile: «Blatter me l’ha detto diverse volte, voleva morire alla Fifa. Non bisogna dimenticare che io mi sono presentato quando lui si è dimesso. Non prima. Ha sempre detto che sarei stato il suo successore». Insomma Blatter aveva designato “Le Roi” come erede, ma voleva decidere lui quando. Poi, quando Blatter è stato costretto a dimettersi per un enorme scandalo di corruzione nella Fifa scoperto dagli americani, ecco che Platini si è fatto avanti, approfittando delle sventure altrui. «La rottura vera – le parole di Platini – fu quando intervenne l’Fbi, il 27 maggio 2015, a Zurigo. Avevo visto Blatter e gli avevo detto “penso che quantomeno tu debba andartene”. Se ne fregava. Pensava che sarebbe invecchiato, finito, morto e sepolto alla Fifa. Era il suo auspicio».

Nell’ottobre 2019 può tornare nel calcio

Comportamenti censurabili di Platini, la possibile vendetta di Blatter e dei suoi uomini, una carriera da dirigente di alto livello nel calcio che svanisce a un passo dall’Olimpo. Sembra la trama di una spy-story.
«Il calcio è un piacere, la mia vita, la mia ragion d’essere» le parole di Platini il 14 settembre 2016, al momento di salutare la Uefa. C’è da scommettere che dopo l’8 ottobre 2019 “Le Roi” tornerà a farsi vivo nel mondo del pallone.