Mattia Deidda

Il Real Madrid alza al cielo la Supercoppa UEFA battendo per 2-1 il Manchester United. Un risultato bugiardo: gli spagnoli non hanno mai sofferto l’avanzata degli inglesi, il gol a firma di Lukaku è arrivato sul 2-0 e dopo due traverse colpite dai Blancos. Gli uomini di Mourinho escono sconfitti e ridimensionati, ma gli occhi di tutti si soffermano su un calciatore in particolare. Che fine ha fatto Paul Pogba?

Il tempo dell’attesa è finito

I soldi spesi per acquistarlo e l’età non lasciano alternative. Il Manchester United ha bisogno di un leader in mezzo al campo, e quel leader deve essere lui. Devastante nei suoi anni alla Juventus, sia come cambio in corsa nella prima stagione sia come titolare nelle altre. Gesti tecnici che catturavano l’attenzione e rendimento in campo sempre costante, tanto da far arrivare il prezzo del cartellino oltre i 100 milioni di euro. Sarà per l’età (un calciatore di ventiquattro anni non fa scalpore come uno di venti), ma il Pogba che si ammirava nella Juventus non è lo stesso che oggi indossa la maglia dello United.

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Il ritorno di Pogba allo United è stato il secondo affare più costoso della storia del calcio

Giocare con i campioni ti rende un calciatore migliore

Una spiegazione logica. La rosa juventina degli ultimi anni di Pogba è di gran lunga migliore di quella dell’attuale Manchester United. Giocare vicino a Pirlo, Vidal, Bonucci o Tevez è un’altra cosa rispetto ad Herrera, Smalling o Lukaku, senza nulla togliere a questi ultimi tre. Nella Juventus il francese poteva giocare con la spensieratezza tipica di un giovane fuoriclasse. La ciliegina sulla torta che deliziava i palati dei tifosi juventini e non. Ma non era lui il centro della squadra, non era Pogba a dover prendere la palla tra i piedi e decidere come andare a vincere la partita. A Torino tutta la squadra girava alla perfezione, ed il numero sei ha trovato l’ambiente perfetto per mostrare al mondo la propria qualità.

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Paul Pogba con la maglia della Juventus.

Nel Manchester United è tutta un’altra storia

Approdare in una squadra per 105 milioni di euro fa di te l’uomo più importante della rosa. Con ventiquattro anni sulle spalle, il tempo degli applausi per un gesto tecnico perfetto è finito. Serve costanza, leadership, maturità, alzare al cielo trofei e consacrarsi a livello internazionale. Ciò che in questo momento Mourinho e tutti i tifosi dello United vogliono da lui, è che si prenda il peso della squadra sulle spalle. Se nei suoi anni alla Juventus ci si poneva la domanda: “Chi è il giocatore più importante della rosa?” le opzioni erano molte, ed il nome di Pogba arrivava dopo una lunga lista. Se la stessa domanda la si pone oggi per il Manchester United, il nome del francese è il primo della lista. Non c’è paragone tra la pressione che vive oggi il numero sei con quella a cui era abituato in bianconero. La prima annata in Inghilterra è stata traballante, resa positiva dalla vittoria dell’Europa League che nasconde un deludente sesto posto in campionato.

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Paul Pogba con la maglia del Manchester United

Bisogna rendere Pogba il centro di una grande squadra

Le qualità non sono sparite. Non si compiono gesti tecnici come quelli visti alla Juventus per casualità. Nessun calciatore vince le partite da solo, e la squadra con cui ieri lo United è scesa in campo per affrontare il Real Madrid non poteva essere minimamente paragonata a quella dei Blancos, che, tra l’altro, hanno tenuto Cristiano Ronaldo in panchina. De Gea e Pogba sono gli unici che riuscirebbero a trovare posto tra gli undici titolari spagnoli. Giocatori come Lindelof, Smalling, Darmian, Fellaini o Lingard non sono all’altezza del francese, e se si aggiunge la filosofia calcistica di Mourinho, più propensa a stimolare il calciatore invece che a creare un impianto di gioco, è inevitabile che le occasioni per mettersi in mostra diminuiscano. A ventiquattro anni, altri giocatori definiti “fenomenali” come il francese, si erano già affermati a livello mondiale. Per Pogba il tempo stringe, è ora di dimostrare se veramente si parla di un leader su cui fondare una squadra o semplicemente di un ricamo per renderla migliore.