Francesco Cavallini

Romanzo epistolare. Non bastava lo striscione esposto dalla Curva Nord in occasione di Lazio-Inter. Gli Irriducibili hanno voluto omaggiare la carriera del nemico storico Francesco Totti con una lettera aperta. Quanto sia stata gradita dal calciatore non è dato sapersi, dato che il testo mescola sapientemente parole di rispetto per il capitano della Roma (molto apprezzate la sua presenza al funerale di Gabriele Sandri e la solidarietà ai tifosi laziali trattenuti in Polonia) ed un po’ di sana cojonella, la presa in giro goliardica tipica dell’atmosfera del Derby della Capitale. Quel che è certo è che ci si avvicina al fatidico 28 maggio e che quel giorno sapremo finalmente se il Pupone appenderà gli scarpini al chiodo o se continuerà a calcare i campi di calcio altrove. Nel frattempo lui, da buon artista, ci lascia con la suspense. Fino, ovviamente, alla prossima puntata. E non è detto che sia davvero l’ultima.

A proposito di lettere e di capitani, ne arriva un’altra. Stavolta a margine della Final Four di Eurologa, vinta dal Fenerbahçe di Gigi Datome sul parquet di casa. E proprio all’ex Virtus è indirizzato il pensiero di Daniel Hackett, che, infortunato, non ha potuto aiutare i compagni dell’Olympiakos nella finale contro i turchi. L’italo-americano ha fatto i complimenti al capitano dell’ItalBasket per il trionfo continentale, sottolineando l’importanza di Gigi nel suo processo di maturazione, soprattutto dopo la fuga dalla Nazionale di Hackett nel 2014. Bel gesto del trentenne ex Olimpia, che finalmente sembra aver definitivamente messo la testa a posto. Nel frattempo Datome (dopo il taglio di capelli in diretta stile Camoranesi) si gode la coppa ed i complimenti, ma di certo chiamerà presto l’amico. Perchè se Dio perdona…Gigione anche!

I migliori anni della nostra vita. No, non il brano intonato da Ancelotti durante i festeggiamenti per la Bundesliga vinta. Parliamo delle stagioni il cui ricordo crea nel tifoso interista quella nostalgia già normalmente presente, ma che il 22 maggio, nel settimo anniversario del triplete, getta i supporter nerazzurri nella più totale malinconia. Soprattutto a vedere l’annata più recente, che si conclude nella mediocrità più assoluta. In dodici mesi sono arrivati i cinesi, De Boer, Pioli e Gabigol. Restano i primi e l’ultimo, anche se vista la fuga dalla panchina durante il match con la Lazio non è neanche così sicuro che il brasiliano rimanga in rosa anche l’anno prossimo. Nel frattempo, i tifosi versano lacrime agrodolci nel rivedere i filmati del 2010 e tremano al pensiero che la Juventus possa vincere a Cardiff, raggiungendo l’Inter nel novero delle squadre capaci di fare l’en-plein.

Se Ancelotti, come detto, canta Renato Zero e Conte si becca l’ovazione di John Terry, per Massimo Carrera è lecito aspettarsi perlomeno una parata sulla Piazza Rossa. L’ex collaboratore di King Antonio, ora alla guida dello Spartak Mosca, ha riportato la squadra del popolo al titolo dopo sedici lunghi anni. Impresa non semplice, soprattutto a giudicare dai nomi degli allenatori (da Nevio Scala a Unai Emery) che dal 2001 hanno tentato, senza successo, di rilanciare i dieci volte campioni di Russia. Eppure Carrera ha guidato al trionfo una buona squadra, seppur tecnicamente inferiore a CSKA e Zenit, attraverso la tenacia e l’attenzione al dettaglio tipica degli allenatori del Belpaese, che anche quest’anno, come nel 2008, fanno tris all’estero. Com’è che si dice? Italians do it better? Pare proprio di sì.

Festa grande per le strade di Madrid per il campionato numero 33 del Real di Zidane e CR7. Arrivati direttamente da Malaga con il trofeo sotto braccio, Sergio Ramos e compagni si sono scatenati per le vie della capitale spagnola, tra coreografie organizzate dal solito Marcelo e i classici gavettoni con lo champagne d’ordinanza. C’è anche spazio per un piccolo incidente diplomatico. Nonostante le congratulazioni di rito del Barça attraverso i propri social network, dal palco allestito a Plaza de Cibeles qualche calciatore dei Blancos non ha resistito alla tentazione di sbeffeggiare gli avversari storici, con un coro sopra le righe dedicato a Gerard Pique. Consiglio spassionato alle merengues, anche in caso di triplete sarà meglio evitare di ripetere l’esperimento. Aggiungere Chiellini e Bonucci alla lista dei propri nemici (sportivi) non è mai cosa saggia. Per referenze, chiedere in Italia.

Ma la notizia principale di oggi, purtroppo, è un’altra. Ciao Nicky.