Mattia Deidda

Il Manchester City si accende, il Liverpool esce dal campo con un risultato difficile da digerire. Perfetta la partita degli uomini di Guardiola, che usufruiscono della superiorità numerica e portano a casa una vittoria importante. L’espulsione di Mané avvenuta sull’1-0 ha tolto al Liverpool ogni possibilità di recuperare il risultato. Nessuna cattiveria da parte del senegalese, ma poco importa. Palla a mezza altezza, davanti Ederson che rinvia di testa. Gamba altissima e tacchetti che incontrano la faccia del portiere del Manchester City. Rosso diretto. Estremo difensore immobilizzato sulla barella prima di essere portato via. Conseguenze molto meno gravi del previsto. Premier League terra di gioco duro, di seguito cinque degli infortuni più famosi d’oltremanica.

Keane: missione vendetta

Probabilmente l’intervento/infortunio più famoso del campionato inglese. Roy Keane interviene volontariamente sul ginocchio di Håland nel corso di un derby tra United e City. Motivo? Vendetta. Anni prima, in uno scontro di gioco con il norvege, il capitano del Manchester United si è ritrovato con i legamenti rotti. A far uscire di senno Keane è stato il comportamento di Haland, che nell’occasione lo incitava ad alzarsi e smettere di simulare. Dall’infortunio, il norvegese non è mai riuscito a tornare come professionista.

Cech, l’origine del caschetto protettivo

Premier League, Reading-Chelsea, 2006. Venti secondi di gioco e Cech si ritrova disteso a terra. In un’uscita bassa, il portiere ceco trova il ginocchio di Hunt. Frattura depressiva del cranio. Il portiere ritorna a difendere i pali del Chelsea tre mesi dopo. In testa il caschetto protettivo, simbolo che lo contraddistingue da ormai più di dieci anni.

A costo della…gamba

FA Cup, ottavi di finale, Liverpool-Manchester United. Calcio di punizione di seconda, sulla palla John Arne Riise. Una volta toccata la palla, Alan Smith si butta di getto sulla traiettoria. Pessima scelta. Riise colpisce come meglio non poteva, e la palla incontra la gamba di Smith nel momento di massima potenza. Gamba sinistra rotta e lussazione della caviglia. Sette mesi per rimettere piede in campo, ma il calciatore non tornerà più quello di prima.

Arsenal, storia già vista

Stoke City-Arsenal, 2010, partita che Ramsey non dimenticherà mai. Uno dei migliori prospetti dell’Arsenal, tanto che tutt’ora guida il centrocampo dei Gunners. Nel corso della partita, il capitano dello Stoke si allunga palla a centrocampo e, per evitare una ripartenza, decide di rinviarla in scivolata. Ramsey è più lesto, la palla non c’è più, la gamba prende il suo posto. Immediata la consapevolezza di quanto successo. Doppia frattura di tibia e perone. Nove mesi di stop. Il gallese, fortunatamente, è tornato ad alti livelli.

Discorso che non si può fare per Eduardo. L’infortunio di Ramsey non è stato una novità per i tifosi dell’Arsenal. 2008, partita di campionato contro il Birmingham. Dopo tre minuti di gioco Artin Taylor, difensore, cerca di intercettare un passaggio di Eduardo. La palla passa, la scivolata non si può interrompere. Frattura di tibia e perone. Dieci mesi dopo torna a calcare un campo da calcio, ma la storia ha un epilogo diverso rispetto quella di Ramsey. L’avventura con l’Arsenal si interrompe nel 2010.