Redazione

On your marks…get set…GO! Riparte la Premier League, il campionato più amato, più ricco e probabilmente più bello del mondo. Intensità, coraggio, un’atmosfera fantastica e tanti grandissimi giocatori. Anche questa stagione 2017/18 promette spettacolo ed inizia con la più classica delle domande: chi riuscirà a detronizzare King Antonio ed il suo Chelsea? Ottimo quesito, perchè per competitività ad alti livelli la Premier offre una varietà di squadre con cui nessun’altra lega al mondo può mettersi a confronto. Ma nonostante una differenza pesante tra i sei super team che si giocheranno l’argenteria e le altre quattordici compagini, nulla è mai detto, come dimostra il Leicester di due anni fa. Bisognerà sedersi, a partire dallo scontro tra Wenger e Shakespeare che apre la stagione, e vedere come si evolverà. Allacciate le cinture, perchè arriva la griglia di partenza.

Sei contendenti per la Premier League

Lotta senza quartiere. Non esiste altro modo per definire la competizione per la vittoria della Premier League. Soprattutto quando, come lo scorso anno, ci sono ben sei pretendenti al trono. Risulta addirittura difficile escluderne qualcuna dalla rosa delle qualificate in Champions, come accaduto nella stagione precedente a Liverpool e Manchester United. I Red Devils hanno sopperito al mancato approdo diretto vincendo l’Europa League, ma pare difficile che anche l’anno prossimo le inglesi possano fare cinquina e quindi per due di queste sei la stagione diventerà per forza di cose fallimentare. Vediamo come sono messe…

1. Chelsea

Se non altro, per valori acquisiti dalla scorsa stagione. Difficile non mettere i campioni uscenti al primo posto, anche se il mercato in entrata non è stato soddisfacente come forse si aspettava Conte. Che quest’anno avrà a che fare con un surplus di competizioni che negli ultimi 12 mesi non ha dovuto affrontare, potendo così mantenersi concentrato sul campionato. Sono arrivati Rudiger, Bakayoko e Morata, è partito Matic, ma l’impressione è che Abramovic aprirà di nuovo i cordoni della borsa per regalare all’allenatore qualche altra pedina. In ogni caso, Chelsea favorito, perchè il dominio dello scorso anno non può essere stato un caso.

kante' conte

Kante’, voluto fortemente da Conte, uno tra i giocatori migliori della scorsa Premier League

2. Manchester City

Guardiola è alla prova del nove. Trionfi a Barcellona, vittorie nella media a Monaco di Baviera, delusioni a Manchester, sponda City. Il maestro spagnolo deve dimostrare che non sa vincere solamente quando non ha rivali o ha una squadra palesemente più forte delle altre. Gli sceicchi hanno speso moltissimo per rinforzare la rosa, che lo scorso anno ha goduto del solito attacco atomico dei Citizens, ma ha sofferto molto in difesa. Sono arrivati Bernardo Silva, Ederson, Walker, Danilo e Mendy, mentre dell’undici titolare sono andati via Kolarov e Zabaleta. Quest’anno niente scuse. O la va o la spacca. E se non sarà Premier League, dovrà essere Champions.

Pep Guardiola, tecnico del City

Pep Guardiola, tecnico del City

3. Manchester United

Forza del blasone, degli acquisti e delle recenti vittorie. Community Shield, Coppa di Lega ed Europa League. Bottino niente male per Mourinho, che nella scorsa stagione ha mascherato le difficoltà iniziali ed un sesto posto che non può far certo piacere a chi frequenta il Teatro dei Sogni. Gli arrivi di Lukaku, Lindelof e Matic sono stati caldeggiati dallo Special One, che sa di non poter fallire l’assalto al campionato per due anni consecutivi. Resta comunque l’impressione (confermata dalla Supercoppa) di una squadra ancora da costruire, con alcuni elementi non proprio di primissimo livello da sostituire. Si sogna un esterno sinistro…galactico. E allora sì che lo United potrebbe dire davvero la sua.

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Mourinho con il trofeo dell’Europa League

4. Tottenham

Squadra che rischia di vincere, non si cambia. Zero sterline, questo è il saldo del mercato in entrata degli Spurs. La vera vittoria è stata trattenere tutte le stelle, in particolare Kane e Alli, che avevano richieste da molte big d’Europa. È partito Walker, ma l’offerta del City era davvero irrinunciabile e Trippier, sebbene non sia esattamente un nome da urlo, ha tutte le possibilità di fare bene al suo posto. Il valore aggiunto della squadra resta Pochettino, che ha trasformato un coacervo di individualità, seppur importanti, in una macchina quasi perfetta. A cui manca sempre un soldo per fare una lira (anzi, un pence per fare un pound), ma che ha raggiunto una costanza di rendimento tale che va per forza di cose inserita tra le pretendenti al titolo. Occhio però alla Champions, che rischia di togliere energie importanti.

Mauricio Pochettino, allenatore del Tottenham

5. Arsenal

La Community Shield vinta ai rigori rischia di ingannare. Nonostante l’arrivo di Lacazette e Kolasinac e la mancata (finora) partenza di Sanchez, che molti davano già lontano da Londra, in questo momento i Gunners sono un gradino sotto le altre grandi contendenti. All’Emirates si è ancora alla ricerca di un esterno offensivo (Lemar, ma anche Mahrez tra i papabili) e ci vorrà un po’ prima di abituarsi del tutto alla difesa a 3, che l’astuto Arsene ha mutuato dal vincente Conte già in parte della stagione appena trascorsa. Accanto alle certezze (Sanchez, lo stesso Lacazette e gli ottimi Monreal e Bellerin) nell’undici titolare ci sono troppi calciatori umorali, come Özil, croce e delizia dell’Arsenal, o Koscielny, capace di prestazioni superbe e di errori da principiante. C’è ancora da lavorare.

L’Arsenal solleva la FA Cup 2016/17

6. Liverpool

Sarebbe alla pari o forse anche sopra l’Arsenal, se non fosse che il mercato non è ancora finito e che Klopp rischia di perdere due pezzi da novanta della sua rosa. Coutinho è attratto dalle sirene blaugrana, anche se l’arrivo in Catalogna di Dembele potrebbe chiudere la porta al brasiliano, e non ha gradito il muro alzato dalla società alla sua cessione. L’altro top player in bilico, Emre Can, si dice entusiasta di iniziare la nuova stagione, ma intanto non rinnova il suo contratto in scadenza giugno 2018 e fa l’occhiolino alla Juventus. L’arrivo di Salah può dare una marcia in più alla truppa dell’occhialuto tedesco nella marcia verso il titolo di Premier League, ma vedersi soffiare i due migliori giocatori della scorsa stagione di certo non aiuterebbe. Rimandati a settembre.

Emre Can, uno dei crucci di Klopp

Le altre quattordici

Qui fare una griglia diventa pressochè impossibile. Escluse le prime sei posizioni, la Premier League è un campionato troppo aperto, troppo fluido per capire in anticipo chi fallirà o chi farà molto di più delle sue aspettative. Di certo l’Everton di Koeman vorrà mantenere il suo status di prima delle umane, anche e soprattutto in nome di una campagna acquisti da quasi cento milioni di sterline che ha portato a Goodison Park Klaassen e Micheal Keane, nonchè il figliol prodigo Wayne Rooney, a cui toccherà l’ingrato compito di sostituire Lukaku. Ottimo mercato anche per il West Ham, che punta all’Europa League dopo gli arrivi di Hernandez, Arnautovic, Zabaleta e Joe Hart. Solita incognita il Leicester, che guadagna un Iheanacho ma perde, forse, un Mahrez.

Un giovanissimo Rooney ai tempi dell’Everton

Molti i team di media classifica, un po’ meno le candidate alla retrocessione in Championship. Tempi certamente duri per due delle tre neopromosse. Il Newcastle, almeno per blasone, dovrebbe riuscire a salvarsi agevolmente, ma lo stesso non si può dire del Brighton e dell’Huddersfield, che hanno cambiato molto del loro undici titolare, nella speranza di inserire calciatori di esperienza utilissimi nella giungla della lotta per non retrocedere. Tra le altre rischiano parecchio il Burnley, che ha perso Keane e anche il suo bomber Gray, che si accasa al Watford di Mazzarri, e lo Swansea, che l’anno scorso si è salvato per il rotto della cuffia, ma che fino a fine mercato non potrà stare tranquillo, soprattutto se dovesse partire il gioiello Sigurdsson, che potrebbe approdare all’Everton.

Ma, come dimostra la storia centenaria della serie maggiore inglese, mai dire mai. La Premier League è un campionato massacrante, che non concede tregua da un punto di vista fisico e morale. Successo e fallimento sono due facce della stessa medaglia e le probabilità sono al 50% per tutti, anche per chi apparentemente è strafavorito. Si tratta di una bellissima e appassionante giostra. E stasera parte il primo di trentotto lunghissimi giri.