Redazione
di Valerio Nasetti
E’ presto per fare paragoni tra la stagione magica del Leicester e questo inizio inatteso di campionato dell’Hull City. Ma il fatto che la sorpresa venga per la seconda volta consecutiva dall’Inghilterra fa un certo effetto. A ciò, ci aggiungiamo il carico che di fatto le Tigri non hanno neanche un allenatore. In panchina c’è Mike Phelan, ex assistente di Steve Bruce dimessosi un mese fa. Inoltre sono appena tredici i giocatori in rosa disponibili (in precampionato erano appena nove). Storie e racconti da stagione maledetta, si direbbe. Eppure l’Hull dopo due giornate è primo a punteggio pieno grazie ai successi proprio sul Leicester e sullo Swansea. Inoltre si è qualificato al terzo turno della Coppa di Lega eliminando fuori casa l’Exeter con il punteggio di 3-1. Decisiva la doppietta di Diomande e la rete di Snodgrass. Fino ad oggi le Tigri si sono presentate in campo sempre con la stessa identica formazione. Nessun cambio nel match d’esordio proprio contro la squadra di Ranieri, sbloccata da un gol alla “Holly e Benji” di Diomande, uno ma decisivo in quello contro lo Swansea di Guidolin.
PREMIER: SEMBRA IL LEICESTER, MA E’ l’HULL
La magia è proseguita grazie all’inserimento di Maloney proprio al posto dell’attaccante norvegese: appena entrato ha sbloccato subito il risultato e poi ha fornito l’assist all’ex palermitano Abel Hernandez per il 2-0. Sei punti e vetta della classifica, dunque. Impensabile, considerando la situazione in cui versa la squadra. Inoltre, non c’è stato nessun nuovo arrivo dal mercato a fronte di diverse cessioni, la proprietà assente e i tifosi sono sul piede di guerra. Mike Phelan ha più volte dichiarato che se non arriverà qualche rinforzo difficilmente la sua squadra potrà competere in Premier League. I fatti, per adesso, lo smentiscono, ma la speranza dell’ambiente è che in questi ultimi sette giorni la società si svegli dal letargo e intervenga per rinforzare il team. Per il momento è arrivato soltanto il rinnovo di Clucas e si lavora per trattenere Abel Hernandez.  Se un anno fa impazzivamo per le gesta di Vardy, Kantè e Mahrez, i “perfetti sconosciuti” di quest’anno potrebbero essere Diomande, Maloney e Snodgrass. Ci riusciranno?