Francesco Cavallini

Superare il proprio record di marcature stagionali in Serie A dopo venti partite su trentotto è già molto. Se poi il suddetto primato viene schiantato da una tripletta che non lascia spazio a repliche e neanche alla povera Fiorentina, beh, significa che questa annata è proprio speciale. Ecco, annata (e non stagione) forse è il vocabolo giusto, perchè con le sue prestazioni Fabio Quagliarella sta dimostrando una certa affinità ad un buon vino: invecchiando, ammesso che a trentaquattro primavere un calciatore sia già “anziano”, continua a migliorare. Da 13 a 15, quante le reti realizzate con la maglia della Samp da agosto 2017. E il meglio deve ancora venire.

Quagliarella terzo in classifica marcatori

E se questo non è il meglio, beh, c’è da chiedersi dove possa arrivare la stagione di Quagliarella. Che con le sue marcature si tiene tranquillamente dietro due candidati al Pallone d’Oro (Mertens e Dzeko), un attaccante da 96 milioni di euro (Higuain) e uno dei calciatori più ricercati d’Europa, quel Paulo Dybala che da oggi alza metaforicamente lo sguardo e in classifica marcatori si ritrova davanti un trentaquattrenne che a smettere di segnare (e di giocare a pallone) non ci pensa neanche. Impossibile non sottolineare il contributo del gioco offensivo di Giampaolo, che mette in condizione i suoi attaccanti di poter colpire a rete molto spesso. E stavolta altrettanto ingiusto non incensare Gaston Ramirez, tre assist per il compagno di reparto, uno più bello dell’altro.

Reti, assist e partecipazione al gioco di Giampaolo

Ma la costante nelle prime venti partite di questa Serie A è Fabio Quagliarella, che ha giocato accanto a tutti e in ogni caso ha saputo restituire un contributo alla causa blucerchiata di quelli importanti. Reti, assist ed una sensazione di costante pericolosità che lascia interdetti i difensori avversari. Difficile, se non impossibile, cercare di prevederne i movimenti. Peggio ancora anticipare la tipologia di soluzione che il numero 27 della Samp adotterà per centrare la porta. Sinistro, destro, colpo di testa, calcio di rigore, tap-in, tiro da fuori, acrobazia, il repertorio è pressochè infinito e i portieri non possono pensare di stare tranquilli neanche quando l’attaccante dei liguri ha palla a quaranta metri dalla porta. Per informazioni chiedere a Squizzi, trafitto da metà campo durante la prima delle due esperienze a Genova.

Un giramondo del pallone con Napoli nel cuore

Già, perchè questo grande vecchio del gol ne ha fatta di strada, anche fuor di metafora. Tanti trasferimenti, molti ritorni e un grande cruccio, quello di aver dovuto lasciare Napoli (passando da traditore) per una brutta storia di stalking da cui Quagliarella si è liberato solo di recente. E l’accoglienza del suo San Paolo poco prima di Natale è stato certamente il regalo più bello. C’è stata anche qualche suggestione riguardo un suo ritorno in azzurro per aiutare la sua squadra del cuore a raggiungere lo Scudetto, ma alla fine non se ne è fatto nulla. L’attaccante resta sotto la Lanterna a regalare alla Samp (e a regalarsi) la sua annata migliore. Chissà che non riesca addirittura ad arrivare a 27, il suo numero di maglia. Una scelta di cuore, un omaggio all’amico Niccolò Galli, scomparso troppo presto. Lui, per sempre giovane, e Fabio Quagliarella, mai davvero vecchio. Un’accoppiata perfetta.