Redazione

Di nuovo la Bombonera, di nuovo il Perù. Ma stavolta non c’è Martin Palermo a togliere le castagne dal fuoco e Jorge Sampaoli non può imitare El Diez, Diego Maradona, e gettarsi sull’erba dell’infuocato catino di Buenos Aires a festeggiare un successo insperato. Anzi. Al triplice fischio, che sancisce lo 0-0 finale, cala sullo stadio del Boca e su tutto il paese un silenzio quasi irreale. Sembra di essere tornati al 1969. Il terrore è negli occhi di tutti. Soprattutto perchè ci si rende conto di una terribile ed amara verità. La qualificazione può dipendere dal Brasile. I verdeoro, già qualificati da tempo immemore, potrebbero regalare il pass diretto per la Russia, ormai un sogno, all’Argentina battendo il Cile nell’ultima giornata. Ma guardandosi in faccia la domanda è lecita. Perchè dovrebbero?

Sampaoli sotto accusa per le scelte

Ed è già pronta la graticola per Sampaoli. A cui già lo spareggio con la Nuova Zelanda sarebbe stretto, un’umiliazione resa però necessaria dalle ceneri dell’era Bauza, che ha lasciato al tecnico ex Siviglia una nazionale grigia, apatica, in cui la somma dei valori assoluti per qualche strano motivo non corrisponde minimamente a quel che ci si aspetterebbe. Messi scompare appena indossa la dieci dell’Albiceleste, il Papu preferirebbe essere a Bergamo e Dybala e Icardi non sono neanche pervenuti. Certo, non per colpa loro, ma per una scelta tecnica che, vista la scialba partita dell’eroe di casa Benedetto, non ha di certo pagato. Una delle tante che rischia seriamente di costare il posto al tecnico dopo solo qualche mese. Perchè la situazione, inutile girarci intorno, è molto grave.

Vincendo in Ecuador l’Argentina si assicurerebbe lo spareggio

Serve un vero miracolo. Anzi, più di uno. A ben vedere, nel girone sudamericano di qualificazione più incerto di sempre l’Argentina rischia addirittura di arrivare settima su dieci squadre, un’umiliazione incontenibile. Eppure un segnale di speranza c’è e lo regala Sanabria, che permette al Paraguay di espugnare il campo della Colombia all’ultimo minuto. Gli incroci dell’ultima giornata parlano chiaro, perchè una tra Perù e Colombia non porterà matematicamente a casa i tre punti. E un pareggio rischia di non bastare ad entrambe. Quindi l’Argentina è di nuovo padrona del suo destino. Novanta minuti, in cui l’obiettivo sarà chiaro e semplice. Battere l’Ecuador in casa sua, a Quito, a 2800 metri sul livello del mare. Già mancherà l’aria di suo, ma per l’Albiceleste la respirazione sarà ancora più difficoltosa. Basta vincere e lo spareggio è assicurato. Ma bastava farlo anche contro il Perù. E invece si è visto che questa Argentina certezze non ne offre.