Redazione

Se non essere sopportato dalle tifoserie di mezzo mondo fosse una disciplina olimpica, Mino Raiola vincerebbe oro, argento e bronzo fino a nuovo ordine. L’agente più potente e temuto del Vecchio Continente (ma non ditelo a Jorge Mendes) scarrozza i suoi assistiti per tutta Europa per cifre più o meno esorbitanti, ma non importa quale campione contribuisca a trasferire al proprio club: ai tifosi Raiola non piace. Sarà l’onnipotenza che trasuda da ogni dichiarazione o, più semplicemente, la certezza che per un contratto migliore non c’è trattativa shock che non possa essere messa su dal giorno alla notte. E se per un Principe è meglio essere temuti piuttosto che amati, lo stesso vale per il Re del calciomercato.

Raiola ed il Milan: un amore travagliato…

Ma c’è una piazza il cui rapporto con il pizzaiolo italo-olandese ha raggiunto il punto del non ritorno. Ora la faccenda Donnarumma sembra quasi dimenticata, ma il batti e ribatti mediatico di questa estate, con tanto di solite conferenze stampa sopra le righe, ha definitivamente rovinato le relazioni già non propriamente ottime tra Raiola e i tifosi del Milan. Milan a cui il buon Mino ha regalato negli anni un campione come Ibrahimovic, stelle come Robinho e Van Bommel, ma anche qualche bel piantagrane (Balotelli) e non pochi acquisti sicuramente evitabili (Salamon, Emanuelsson e Didac Vila). Nel già caldissimo luglio rossonero, Mino ha fatto fuoco e fiamme, prima di arrendersi alla volontà del giovane Gigio e firmare l’ovviamente faraonico rinnovo.

…uno scontro con la tifoseria…

Finito il mercato, non si spengono i riflettori, almeno non su Raiola. Che in un’intervista a Radio CRC, come d’abitudine, ne ha per tutti. Per Sarri, che Mino vede alla stagione d’addio dal Napoli, per chi critica Insigne e poi, molto poco sorprendentemente per i tifosi del Milan. La loro colpa? Non aver chiesto scusa a Donnarumma dopo il prolungamento. A dire la verità il pubblico rossonero sembra aver totalmente voltato pagina ed essere tornato compatto dietro le spalle del suo portierone, ma secondo il suo procuratore ha tentato di influenzare le scelte del calciatore, attività che probabilmente è riservata ad agenti e rappresentanti vari.

…e un finale beffardo

Non si salva neanche il Milan stesso, che è suo malgrado costretto a convivere con il vulcano di Nocera Inferiore, ma che si becca l’ennesima stilettata dell’estate. Donnarumma non ha chiesto la fascia di capitano, ma è stata la società a promettergliela. Salvo poi assegnarla a Bonucci, è il messaggio neanche troppo nascosto della dichiarazione di Raiola. Che nel frattempo si gode l’ennesima sessione di trattative milionarie, tra cui quella che ha portato Matuidi alla Juventus. E un’altra, conclusa proprio mentre stava per suonare il gong e che ha mosso circa venti milioni di euro, a cui applicare le laute commissioni che spettano ai procuratori. Il nome? M’Baye Niang, il “tappo” degli ultimi giorni rossoneri di mercato. È proprio il caso di dire, oltre il danno, anche la beffa…