Luigi Pellicone

Il Nantes di Claudio Ranieri continua a stupire: allenatore compreso. Il tecnico italiano trova un modo piuttosto originale per farsi espellere. Accade tutto durante la sfida fra Nantes e Angers. Fallo di Pavlovic che travolge Ngom, mettendogli le mani in testa. Rigore? No. Quanto basta per irritare il tecnico italiano che, per spigare la propria versione, si è diretto verso il quarto uomo, mimano la scena, chiedendosi come fosse possibile una svista del genere.

Una protesta molto originale, ma civile

Ranieri ha utilizzato un modo piuttosto originale per protestare. Niente di incivile, sia chiaro, piuttosto un un gesto mirato a esprimere il proprio disappunto di fronte alla scelta arbitrale. Evidentemente Sir Claudio, sebbene abbia già allenato il Monaco, non si è fidato abbastanza del proprio francese e, per farsi capire meglio, ha messo le mani in testa al quarto uomo chiedendogli se fosse mai possibile che in campo potesse accadere ciò che ha fatto scaturire la sua protesta. Beh, il quarto uomo l’ha presa bene, ma l’arbitro (da buon francese) no ed evidentemente ha ritenuto che il gesto dell’allenatore italiano fosse violento o minaccioso, decidendo per il suo allontanamento dal campo. Totalmente inutili le proteste del tecnico, che ha cercato in tutti i modi di far capire come la sua azione forse solo imitativa di quanto accaduto sul rettangolo di gioco.

Cosa rischia ora Ranieri?

Adesso il destino dell’allenatore italiano è in mano al giudice sportivo francese, che dovrà valutare se effettivamente vi saranno le condizioni per giudicare questo gesto come particolarmente violento e lesivo della dignità del direttore arbitrale. Oppure se, come tutto lascia credere, il giudice valuterà il gesto per il suo valore effettivo. Ovvero, se sia stato solo un modo, sebbene piuttosto originale e fuori contesto, di protestare. Certamente Ranieri ha sbagliato perché comunque non si possono mettere le mani addosso a un giudice di gara, ma è altrettanto innegabile che una decisione troppo severa sarebbe poco credibile.