Redazione

È un risultato che arriva quando ormai serve a poco, ma se non altro c’è la soddisfazione di rivedere il nostro calcio nelle posizioni che contano. L’Italia supera la Germania nel ranking UEFA e torna al terzo posto, con la possibilità di agganciare in tempi brevi l’Inghilterra in seconda posizione. In cima a tutti veleggia irraggiungibile la Spagna, forte delle ultime cinque Champions e di tre Europa League tra il 2012 e il 2017. Un balzo che dal punto di vista psicologico è importante, ma che in termini pratici serve a poco, perchè ormai quello che conta è essere nelle prime quattro.

Le italiane spesso fuori ai preliminari

La riforma della Champions League ha infatti risolto l’annoso problema che ha colpito il calcio italiano in Europa negli ultimi anni. Il quarto posto nel ranking condannava infatti le squadre di Serie A a tre soli posti in Champions, uno dei quali da conquistare attraverso il preliminare. Le prestazioni non splendide dei nostri club a fine agosto hanno ridotto ulteriormente le possibilità di migliorare il coefficiente e ci hanno condannato finora ad inseguire.

Il Milan vinse la Champions anche grazie al ranking UEFA

Eppure c’è stato un momento in cui proprio il ranking UEFA ha lanciato, seppur involontariamente, la cavalcata trionfale del Milan di Ancelotti verso la prima Champions italiana del nuovo millennio. I rossoneri che a Old Trafford hanno sollevato la Coppa contro la Juventus di Lippi erano infatti partiti proprio dai preliminari, raggiunti in virtù del quarto posto nel campionato precedente. In questa stagione il Diavolo avrebbe massimo preso parte all’Europa League, ma quindici anni fa bastò battere (seppure con qualche difficoltà) gli slovacchi dello Slovan Liberec per guadagnarsi il tabellone principale. Tutto il resto è storia, con la finale di Manchester decisa dai calci di rigore. Una storia che non avremmo mai potuto raccontare, se non fosse stato per il ranking UEFA. Che ora forse è meno utile, ma sempre fino a un certo punto.