Redazione

La rete di Eriksen che vale il momentaneo 3-0 per il Tottenham racconta di un Real Madrid irriconoscibile. L’inseguimento disperato di Luka Modric, non certo chi dovrebbe essere deputato a fermare l’avanzata avversaria, naturalmente non riesce ed è il simbolo di una squadra che si è arresa, fisicamente e mentalmente, sotto i colpi chirurgici dell’avversario. E finchè si tratta del Tottenham, lo scorso anno seconda forza della Premier League, che ha in campo tra gli altri Dele Alli ed Harry Kane, la sconfitta può arrivare e in qualche maniera anche essere comprensibile. I problemi veri si chiamano Girona, Betis, ma anche Levante.

Real Madrid terzo in Liga e secondo nel girone

Sì, perchè in Champions, nonostante la sconfitta, il Real è quasi certo di accomodarsi agli ottavi, anche vista l’incapacità del Borussia Dortmund di ricavare più di due punti dai match contro l’APOEL Nicosia. In campionato però la situazione non è così rosea e, posto che alla fine della Liga la seconda piazza non sembra comunque in discussione, i Blancos sono già otto lunghezze dietro al Barça e si trovano davanti anche il sorprendente Valencia. E la squadra campione di Spagna, d’Europa e del Mondo scricchiola paurosamente.

Sta mancando il solito apporto di Cristiano Ronaldo…

Negli scorsi anni, quando ci sono stati momenti del genere, il soccorso è sempre arrivato sotto forma del quattro volte (ma potremmo già dire anche cinque) Pallone d’Oro Cristiano Ronaldo. E quest’anno l’avvio stentato del Real sembrava coincidere con le cinque giornate di squalifica rimediate dal portoghese per aver spinto l’arbitro della partita di andata di Supercoppa spagnola. Il ritorno del Re ha portato timidi frutti in Champions, dove in quattro partite CR7 ha già messo all’attivo sei reti, ma non in campionato, dove è fermo ad un solo gol. Numeri mai visti, ma in negativo.

…ma i problemi di Zidane sono strutturali e di gestione

E per la prima volta da quando siede sulla panchina del Real Madrid, anche Zidane sembra in difficoltà. Il tocco magico non può essere certo svanito nel nulla, ma Zizou sta fallendo alla prima necessità di far fronte ad un’emergenza (perchè per le merengues il terzo posto in campionato è un’emergenza). È arrivato sulle rovine lasciate dal breve regno di Benitez, ha normalizzato la situazione e in un anno e mezzo ha vinto tutto ciò che poteva portare a casa (esclusa la Copa del Rey). Ora però combatte con qualche problema. Addii non metabolizzati, come quelli di Morata, James e Pepe. Lo scarso rendimento di Benzema, tristemente fermo a due reti in undici partite o i continui infortuni di Bale. E non bastano Isco e Asensio, ormai due certezze, a rimettere la bilancia in equilibrio.

Entro Natale capiremo se il momento di flessione dei Blancos è destinato a durare. Dopo la sosta Zidane e soci saranno attesi per il primo derby al Wanda Metropolitano e a metà dicembre arriva il Clasico. Continuando così, il Barça potrebbe già essere nelle condizioni di escludere il Real dalla lotta per il campionato. E in quel caso per Zizou sarebbero dolori. Anche perchè il contratto con le merengues termina a giugno 2018 e spesso a Madrid la dirigenza ha dimostrato che il nome e il palmares conta poco. Chi non vince, va a casa.