Redazione

M come Maurizi. M come Montella. E probabilmente lo stesso destino in comune. La Reggina come il Milan? Problemi di preparazione in comune: nel mirino il GPS metabolico. Gli amaranto hanno iniziato alla grande il loro girone C di Lega Pro: una partenza bruciante a ridosso della zona play off. Poi un progressivo rallentamento. E ora, le quattro frecce in corsia d’emergenza.

Reggina, partenza a razzo e brusco stop

La squadra non vince una partita dallo scorso 28 ottobre quando piegò al Granillo il Catania illudendo la piazza. Chi si aspettava una stagione di vertice è rimasto deluso dalla sequenza di risultati negativi successivi al match contro gli etnei: da allora cinque sconfitte e due pareggi, che hanno fatto scivolare i calabresi a ridosso della zona retrocessione. Nessuno si aspettava qualcosa di diverso, sia chiaro, ma è anche vero che è a ciclicità dei risultati a preoccupare. La squadra è perennemente in debito d’ossigeno e fatica a trovare il gol. E quando ci riesce è regolarmente rimontata. Successo a Lecce (0-2, 3-2) e a Castellammare (0-1, 2-1). E anche con l’Akragas è maturata una sconfitta nella ripresa, a dispetto della superiorità numerica. Tre indizi che fanno una prova. E qualcuno avrebbe individuato il colpevole: il GPS metabolico.

Il GPS metabolico ha perso il segnale?

Cosa è il GPS metabolico. É un metodo d’allenamento molto utilizzato sopratutto in Spagna e nel calcio a 5, categoria da dove proviene il tecnico Maurizi. Consiste in sessioni di allenamento monitorate per il consumo di energie specifiche per quella disciplina. Sulla carta, perfetto. Del resto un centometrista ha bisogno di una preparazione atletica differente rispetto al calciatore. Gli allenamenti della Reggina, tuttavia, sono caratterizzate da uno scarsissimo lavoro atletico. Sin dal primo giorno di ritiro, gli amaranto hanno lavorato esclusivamente con il pallone mentre lo staff atletico monitora, accelerazione, decelerazione, intensità e recupero. Il metodo, in teoria, evita che si perda troppo tempo nel lavoro fisico, in modo da privilegiare quello tattico. Orbene: la Reggina ha corso solo per le prime settimane, esprimendo anche un buon calcio. Poi però si è sgonfiata. Lo stesso tecnico, al termine della sfida con la Juve Stabia, ha ammesso un calo fisico coinciso con il ribaltamento del match. E adesso? Beh la situazione non è ceto rosea. E l’avventura di Maurizi salvo un’inversione di tendenza sembra a rischio. Del resto, storicamente, a calcio si corre. E in Serie C ancora di più…