Francesco Paolo Traisci

Il campionato è iniziato da poche giornate e già cominciano le polemiche sulla composizione delle rose, sulla presenza di alcuni giocatori e sulla esclusione di altri, regolarmente tesserati ma inutilizzabili per le gare ufficiali. Dei separati in casa, dei cosiddetti esuberi, ossia quei professionisti che, pur regolarmente dipendenti della società, non possono scendere in campo nelle partite del campionato di serie A. Perché? Perché dalla passata stagione il nostro campionato si è allineato a ciò che da qualche anno accade nelle competizioni europee. Una limitazione del numero dei giocatori utilizzabili durante le gare, giocatori che devono essere scelti nell’elenco inviato alla Lega all’inizio del campionato.

Tesseramento: come funziona

Una cosa è il tesseramento, ossia la creazione di un rapporto di lavoro in virtù del quale il calciatore professionista si impegna a svolgere la propria attività sportiva a favore di un solo club (oltre che, eventualmente, della propria nazionale); un’altra la possibilità di farlo scendere in campo nelle gare ufficiali. Il club (salvo limitazioni riguardanti i tesseramenti di giocatori extracomunitari) può tesserare quanti giocatori vuole. Però la domenica l’allenatore può scegliere chi mandare in campo solamente all’interno di una lista “ufficiale” limitata a 25 giocatori che all’inizio del campionato è stata comunicata e non può essere modificata se non in base ad alcune regole. E’ evidente che all’inizio della stagione, chi si occupa del calciomercato deve tenere in considerazione le limitazioni imposte: rischia di acquistare giocatori che non potranno scendere in campo, oppure di costringere l’allenatore a dover fare delle scelte difficili e lasciare alcuni giocatori in esubero, pur continuando questi ultimi a pesare sul bilancio della società. E questo consente di spiegare alcune scelte fatte negli ultimi momenti della campagna acquisti di dare in prestito in modo assolutamente svantaggioso giocatori che sino a quel momento erano considerati pilastri della squadra o di acquistarne altri con scelte apparentemente immotivate. Perché? Perché con la delibera 83/A presa dal Consiglio Federale il 24 novembre 2014, a partire dalla stagione appena passata, l’elenco dei giocatori all’interno dei quali l’allenatore può scegliere gli 11 da mandare in campo (e quelli da mandare in panchina) non può superare i 25 nominativi: un limite assai stringente da prendere in seria considerazione, ma peraltro soggetto ad ulteriori limitazioni.  Come è noto, infatti dei 25 nomi almeno 4 dovranno appartenere a giocatori formati nel club, ossia atleti che, fra i 15 ed i 21 anni siano stati tesserati per i club che li ha in lista per almeno 36 mesi o (anche non continuativi) o per tre stagioni anche non consecutive; altri 4 dovranno invece essere formati in Italia, ossia tesserati per squadre italiane per i medesimi periodi temporali. E ciò a prescindere dalla nazionalità dei giocatori: sono quindi inclusi in questo novero tutti gli stranieri cresciuti calcisticamente in Italia.

L’ESCAMOTAGE PER SUPERARE IL TETTO DEI 25 IN ROSA
L’unica possibilità di superare il tetto dei 25 giocatori in elenco è affidata all’inserimento in rosa di giocatori che, al 31 dicembre dell’anno in corso, non abbiano superato i 21 anni di età; non esiste alcun limite numerico per il loro tesseramento e per il loro inserimento nella lista. Peraltro una volta comunicata ufficialmente alla Federazione, entro il giorno precedente la prima gara di campionato, la lista può essere variata solo entro le ore 24 del giorno successivo alla chiusura del primo periodo di calciomercato, dopo di che si può procedere solo con una integrazione (con atleti tesserabili anche in periodi al di fuori di quelli di calciomercato) sino a 25 nel caso in cui la lista iniziale contenesse un numero inferiore di nomi, ovvero con sostituzioni in alcuni casi specifici. Sono infatti ammesse: la sostituzione del portiere con un altro portiere; la sostituzione di un giocatore proveniente da un campionato straniero che non abbia ottenuto il transfert dalla federazione di provenienza; quella di un calciatore al quale sia stato revocato il tesseramento o che abbia risolto consensualmente il proprio contratto con la società. E’ ammessa infine la sostituzione di altri calciatori per un massimo di 2 una sola volta nella stagione.

sassuolo
Chi non è presente nell’elenco non può prendere parte alle gare di campionato, pena la sconfitta a tavolino della squadra che lo ha schierato (come peraltro è avvenuto alla seconda giornata con il Sassuolo). Proprio per questo, oltre al valore, alla capacità ed al ruolo dei singoli calciatori, al momento della campagna acquisti è importante valutare la compatibilità e la rispondenza di ciascuno ai requisiti numerici richiesti. Un vero e proprio rompicapo, un puzzle alla cui costruzione l’allenatore deve lavorare a stretto contatto con chi fa il mercato (ed anche per questo è importante che la scelta dell’allenatore sia chiara sin dall’inizio della campagna).
Caccia ai giocatori formati nei club, a quelli formati in Italia ed ai giovani. Ma soprattutto una più attenta valutazione dei petali da tagliare, ossia di quei giocatori da cedere o da lasciar partire temporaneamente per evitare l’occupazione di caselle da parte di chi non è più ritenuto utile alla causa (non potendo scendere in campo), pur continuando (legittimamente) a percepire il proprio stipendio ed a gravare sulle casse della società.