Redazione

Fine di un amore. A giugno del 2018, fra quattro mesi, Pepe Reina non sarà più un calciatore del Napoli. Meglio prenderne atto. Subito. Per soffrire il meno possibile il momento del distacco e saper guardare al futuro con rinnovato ottimismo.

Uomo spogliatoio e “notaio” del patto di ferro però…

Sarri non vorrebbe separarsi dal proprio portiere. Del resto Reina è uno dei “padri fondatori” del “patto di ferro” stretto a Dimaro la scorsa estate, quando il gruppo ha promesso di restare unito per vincere qualcosa d’importante. Al netto della leadership indiscutibile e indiscussa nello spogliatoio, però, il tecnico e la società sono ben consapevoli dei pregi e dei limiti di Reina: un ragazzo affezionatissimo al Napoli e alla città. Il suo attaccamento alla maglia è fuori discussione. Così, purtroppo, come, i suoi limiti. Tante prodezze alternate ad altrettanti black-out.

Reina è più un giocatore di movimento che un portiere…

Reina è l’undicesimo in campo a tutti gli effetti. La sua affidabilità con i…piedi però compensa qualche uscita a vuoto. Lo spagnolo è, a tutti gli effetti, un calciatore aggiunto di movimento. Ha piedi per calciare lungo e impostare il gioco, rendendo possibile un… 1-4-3-3. L’azione spesso parte o transita anche dai piedi del portiere. O, in alcuni casi, ci si complica. Reina è capace di salvare il risultato con la stessa capacità di “impiccare” la partita. Stupisce chi si stupisce. La discontinuità di rendimento non è più una notizia. La frequenza degli alti e bassi, invece sì. Reina ha sempre sbagliato, ma non così spesso. Non così tanto. Quanto basta per guardarsi altrove.

Il futuro: Perin

Il Napoli, per adesso, Reina se lo tiene stretto. A breve, però, guarderà al futuro. La società si muove con circospezione per evitare di smuovere delicatissimi equilibri di spogliatoio ma le idee sono chiare. Un portiere giovane, con grande personalità, capace di guidare la difesa, abile con i piedi e spregiudicato quanto basta per reggere una piazza esigente. Identikit che porta dritto a Mattia Perin, erede quasi naturale di Reina. Stessa sfrontatezza, piglio da guerriero, fiero e combattivo. Non si abbatte dopo l’errore, anzi lo assorbe e difficilmente lo ripete. Non male anche con i piedi. Insomma perfetto per far innamorare ancora il pubblico del San Paolo. Anche se intanto la speranza di tutti è che la favola di Pepe abbia il finale più lieto possibile.