Adriano Stabile

Sulla carta non sembra esserci storia: il Brasile è troppo più forte di tutte le altre quindici nazionali che partecipano al torneo di calcio delle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Poi, si sa, il campo è un’altra cosa. E la nazionale verde-oro, che non ha mai conquistato l’oro olimpico del pallone, vive ancora i fantasmi dell’1-7 contro la Germania ai Mondiali casalinghi di due anni fa.

Rio 2016, calcio: derby Felipe Anderson-Sadiq

E’ Neymar la star assoluta del torneo calcistico maschile, che inizia oggi con tutte le 16 nazionali in campo nel pomeriggio brasiliano. Il 24enne asso del Barcellona, macchina da soldi da 37 milioni di dollari l’anno secondo Forbes, ha il merito di non aver declinato la convocazione olimpica, al contrario di tanti suoi colleghi più o meno noti (per la verità spesso costretti dai propri club). Anzi, pur non rientrando per età (23 anni) nei parametri delle olimpiadi calcistiche, è stato chiamato come uno dei tre fuoriquota a cui ogni nazionale ha diritto. Con lui, agli ordini del ct Rogerio Micale, c’è pure il suo compagno nel Barcellona, Rafinha, tornato in campo ad aprile dopo essersi rotto il ginocchio contro la Roma a inizio stagione. Qualche ricordo giallorosso lo porterà con sé a Rio Marquinhos, difensore del Paris Saint-Germain, esploso nella Roma tre anni fa mentre Felipe Anderson, talento della Lazio, è in Brasile dopo un braccio di ferro, risolto in un paio di giorni, con il presidente biancoceleste Lotito. Tra i giovanissimi verdeoro occhi puntati su Gabriel Jesus, 19 anni e 26 gol in un anno e mezzo col Palmeiras e già acquistato dal Manchester City per gennaio 2017, e Gabigol, 20 anni tra pochi giorni, da tre stagioni stellina del Santos (24 reti in 82 presenze finora).

rio 2016 calcio

Quaison del Palermo con un coccodrillo di un metro in Brasile

QUAISON GIOCA CON I COCCODRILLI
L’Udinese dà ai Giochi di Rio due calciatori, il terzino Ali Adnan, 22enne nazionale iracheno che piace al Napoli, e il centrocampista Bruno Fernandes, 21 anni e capitano del Portogallo. La Colombia si affida, tra i tre fuoriquota, all’esperto attaccante Teofilo Gutierrez, 31 anni, attualmente allo Sporting Lisbona dopo un paio di stagioni discrete nel River Plate, in Argentina. Il bomber di Barranquilla ha al suo attivo anche 15 gol in 47 presenze nella nazionale maggiore colombiana. C’è curiosità, nel Giappone, per Takuma Asano, attaccante appena acquistato dall’Arsenal mentre, restando in Premier League, la Nigeria confida nell’esperienza del 29enne John Obi Mikel, da un decennio centrocampista del Chelsea con cui ha collezionato 372 presenze ufficiali. Al suo fianco, ma con 10 anni in meno sulla carta di identità, ci sarà Umar Sadiq, attaccante nigeriano della Roma Primavera, arrivato in Serie A nell’ultima stagione segnando anche due reti (contro Genoa e Chievo). Restando agli “italiani”, nella Svezia c’è Robin Quaison del Palermo, che un paio di giorni fa si è fatto fotografare con un coccodrillo tra le mani sul Rio delle Amazzoni. Suo compagno di nazionale è Valmir Berisha, 20 anni, ex “nuovo Ibrahimovic”, già passato per la Roma Primavera, attualmente senza squadra dopo le disastrose esperienze con Panathinaikos, in Grecia, e Cambuur, in Olanda. Il ct Ericson l’ha convocato all’ultimo momento, dopo il forfait di Jordan Larsson, bloccato dal suo club di appartenenza, l’Helsingborgs, per volontà del suo allenatore e papà, il mitico Henrik Larsson (ex Celtic e Barcellona) a corto di attaccanti.

Rio 2016 calcio

Il nigeriano John Obi Mikel, da 10 anni al Chelsea

PERALTA INTRAMONTABILE
La Germania, guidata dall’ex panzer Horst Hrubesch, non può contare su calciatori del Bayern Monaco, e si consola con i gemelli Bender, centrocampisti 27enni, Sven del Borussia Dortmund e Lars del Bayer Leverkusen. Al centro della difesa c’è Matthias Ginter, 22 anni, del Dortmund, che ha già all’attivo 9 presenze nella nazionale maggiore tedesca mentre il 20enne Julian Brandt, interessante ala del Bayer Leverkusen, ha sfiorato la convocazione per Euro 2016 dopo l’esordio con la Germania nel maggio scorso. Tra marzo e aprile è andato a segno in 6 gare consecutive di Bundesliga: era dai tempi di Gerd Müller, 50 anni fa, che un calciatore non ancora 20enne non riusciva in un’impresa del genere.

Nel Messico c’è il leggendario Oribe Peralta, 32 anni, 105 presenze e 29 reti nella nazionale maggiore, già autore di 4 gol alle Olimpiadi di Londra 2012. La Corea del Sud conta invece sulla personalità del 24enne Son Heung-min, 28 presenze nell’ultima Premier League con il Tottenham e già autore di 16 reti in 48 gare con la nazionale coreana maggiore. Non convince troppo l’Argentina del ct Julio Olarticoechea, ex allenatore della nazionale femminile, ma soprattutto campione del mondo nel 1986, da calciatore, al fianco di Maradona. L’Albiceleste under 23 olimpica, che ha dovuto rinunciare a Dybala, Icardi e Lanzini, si affida al portiere Geronimo Rulli, titolare della Real Sociedad in Spagna, ai talentini Jonathan Calleri del San Paolo (ma ormai del West Ham) e Giovanni Lo Celso del Rosario Central (ma già preso per gennaio 2017 dal Psg), al fantasista Angel Correa dell’Atletico Madrid, e a Giovanni Simeone, figlio del Cholo, appena approdato al Genoa. Ci sarà da divertirsi, perché l’atmosfera olimpica fa bene anche agli assi del pallone.