Francesco Cavallini

Milan-Juventus, una delle classiche del calcio tricolore, in Italia come in campo europeo. I match entrati nella leggenda non si contano, a partire dalla notte di Manchester, in cui i rossoneri ebbero la meglio sui bianconeri dopo i calci di rigore, permettendo a Maldini di alzare la Champions League, per terminare con uno dei pareggi più discussi della storia del nostro football, quello del 2012 con tanto di gol fantasma di Muntari. Dopo quell’episodio la rivalità tra le due squadre (e le due tifoserie) è andata naturalmente scemando, anche e soprattutto a causa delle annate non eccezionali del Milan. Che comunque già lo scorso anno è riuscito a togliersi la soddisfazione di strappare ai rivali la Supercoppa, sempre ai rigori, in un pomeriggio di dicembre nel tepore del Golfo Persico. Soddisfazione pagata a caro prezzo, perchè i bianconeri hanno invece esultato in campionato, con un rigore al novanteseiesimo che ha creato un bel parapiglia a fine partita.

Bonucci e De Sciglio, frecce e bersagli

Ora la guerra (sportiva) ricomincia. Merito indubbiamente della nuova società rossonera, questo Milan a tinte cinesi che ha colto di sorpresa un po’ tutti e si è imposto con distacco siderale dalle altre nella speciale classifica del calciomercato. Mercato che tra l’altro ha offerto qualche incrocio molto significativo tra le due rose. Leonardo Bonucci si è trasferito da Torino a Milano e Mattia De Sciglio ha fatto il percorso inverso. Due difensori, entrambi nazionali e alla ricerca di una nuova sfida. Certo, il trasferimento del centrale ha fatto molto più scalpore, ma anche l’arrivo a Vinovo del terzino destro ha scatenato qualche polemica.

Polemiche che non sono mai mancate tra i due club, neanche in periodi storici di vacche magre, ma che vengono riattizzate dal caldo di Ferragosto e soprattutto da un botta e risposta sull’asse Torino-Milano in seguito alla sconfitta dei bianconeri in Supercoppa. Il risultato finale è stato accolto dai tifosi rossoneri con una certa soddisfazione, sia per motivi legati alla rivalità storica e al numero di trofei, che, soprattutto, perchè dimostra che la Juventus non è la corazzata imbattibile degli scorsi anni e che quindi il Milan potrebbe rilanciarsi come pretendente per il titolo. Ovviamente non è passata inosservata la pessima prestazione del pacchetto arretrato bianconero, apparso abbastanza spaesato senza quello che era il suo leader, e che invece ha visto la partita seduto sul divano di casa con i pantaloncini griffati Milan.

Uno dei meme su Bonucci post Supercoppa

Pare proprio che alla Juventus qualcosa manchi, è stato l’ironico mantra della tifoseria milanista sui social, accompagnato dalle immagini di Bonucci con maglia rossonera e fascia da capitano. Naturalmente gli juventini, abituati ad essere martello, sono stati costretti a tornare incudine e ad accettare lo sfottò. Non senza controbattere, perchè uno sgarbo del genere non può restare impunito. E il tramite indiretto dello scontro dialettico è diventato improvvisamente De Sciglio, protagonista in negativo del finale di partita, nonchè fresco arrivo in bianconero direttamente da Milanello. De Sciglio giocatore non da Juventus. Anzi, uno così poteva giocare giusto nel Milan. Critiche esagerate nei confronti del terzino, ma fatte con l’evidente scopo di segnalare una supposta superiorità bianconera. Che al momento non pare più così evidente, ma che, almeno in attesa della prova del nove offerta dallo scontro diretto, resta saldamente in mano ai Campioni d’Italia.

A gettare benzina su un fuoco già parecchio ardente ci ha pensato poi il grande ex, lo stesso Bonucci, che in una intervista fiume concessa alla Gazzetta dello Sport ha parlato del suo presente rossonero, del futuro del Milan ma anche, ovviamente, del passato. Sottolineando che sì, il suo addio alla Juventus è stato deciso di concerto con la società, ma nasce da screzi con Allegri addirittura precedenti alla sfuriata di Juve-Palermo. Voglia di sincerità o di aizzare ulteriormente la polemica in casa bianconera, dove l’allenatore è già sotto il tiro incrociato della tifoseria, che gli rimprovera più di qualche errore di gestione tecnica e umana?

L’abbraccio tra Donnarumma e Buffon durante l’ultimo Milan-Juve

Si attende la riposta juventina, che di certo non si farà attendere. Del resto è il bello del calcio. La rivalità è l’anima dello sport e quando resta sui binari dell’ironia e non sfocia nell’insulto e nella violenza è il sale stesso della competizione. Lunga vita quindi a Milan-Juventus. E speriamo che lo scontro sul campo sia divertente e appassionante almeno quanto quello mediatico!