Francesco Paolo Traisci

Riusciranno i tifosi a vedere le partite dei prossimi 3 campionati comodamente seduti nel salotto di casa? Cosa cambierà, se qualcosa cambierà, nelle abitudini del fine settimana dei milioni di spettatori che tutte i week end si infervorano davanti a televisioni, tablet, telefonini e computer per vedere la partita della squadra del cuore? Tanto, poco, forse nulla…

MediaPro si è assicurata i diritti, ma come intermediario…

Qualche giorno fa si è infatti consumata l’ennesima puntata della saga della commercializzazione dei diritti audiovisivi. Una tappa che, in virtù del fatto che la gestione dei diritti è la principale ragione della nascita e della vita della Lega stessa, pare poter cambiare radicalmente i termini del conflitto fra i presidenti delle squadre di serie A. Tanto che, sistemata la faccenda (quanto meno per quanto di sua pertinenza), in via Rosellini si è immediatamente ripreso a parlare della governance, come se, con un colpo di bacchetta magica, si fossero dissolti tutti quei conflitti che hanno portato la Lega al commissariamento. E così, come se nulla fosse accaduto, con un blitz ispirato da alcuni di loro, i presidenti torneranno a riunirsi per nominare le proprie cariche rappresentative mercoledì prossimo, prima quindi che il commissario appena nominato possa effettivamente insediarsi. Ci riusciranno? Vedremo nei prossimi giorni. Nel frattempo, lasciamo per il momento la Lega al suo destino; e seguiamo la vicenda dei diritti audiovisivi. Quali saranno le prossime tappe?

Come abbiamo scritto qualche giorno fa, la spagnola MediaPro si è aggiudicata tutti i diritti audiovisivi (ossia il cd pacchetto “global”), partecipando non all’asta per gli operatori della comunicazione ma a quella riservata agli intermediari indipendenti, ossia coloro che, ai sensi del decreto legislativo 9 del 2008 (ossia il decreto sulla commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi), non hanno alcun legame né con operatori delle comunicazioni né con la Lega stessa.

…e deve rivendere i diritti al maggiore offerente

Avendo vinto la gara riservata agli intermediari indipendenti, la società spagnola non potrà trasmettere direttamente le partite su nessuna piattaforma ma dovrà procedere alla loro rivendita agli operatori della comunicazione abilitati, provvedendo lei stessa a suddividerli in pacchetti. L’aggiudicazione dei diritti è quindi servita a soddisfare la Lega A, e quindi i Presidenti, garantendo loro la cifra minima che l’advisor, Infront, aveva giudicato congrua, facendoli uscire vittoriosi dalla competizione. Ma la gara è appena cominciata fra gli spagnoli MediaPro e i vari operatori delle comunicazioni per vedere chi alla fine la spunterà.

Se MediaPro ha dalla sua parte la proprietà dei diritti e quindi la possibilità di rivenderli al maggior offerente, forte della consapevolezza che per molti operatori l’assenza dei diritti sulle partite di serie A significherebbe il crollo degli abbonamenti, i Broadcaster dalla loro hanno invece la sicurezza che gli spagnoli non possono trasmettere direttamente i match e dovranno quindi inevitabilmente rivenderne i diritti mediante la stipula con operatori della comunicazioni contratti di sublicenza per la realizzazione e/o trasmissione di prodotti audiovisivi, così come imposto dall’art. 11.2.1 dell’Invito a presentare offerte per gli intermediari.

Chi vincerà? Molto dipende da un lato dalle condizioni di vendita, ossia dagli obblighi che il Mediatore deve rispettare nella rivendita, e, dall’altro, dal mercato degli operatori della comunicazione interessati, ossia dalla possibilità che si instauri una vera concorrenza fra di loro. Chiaramente gli spagnoli punteranno innanzitutto ad ottimizzare il prodotto, spacchettandolo in modo da ottenere il maggiore guadagno complessivo: hanno speso 1.000.051.000, ossia la base d’asta stabilito da Infront per la totalità dei diritti audiovisivi; la loro mission è ottenere dalla vendita di tutti i pacchetti una somma complessiva superiore a quella spesa. Non importerà come ci si arriva, se tutta da un pacchetto o suddivisa in tanti pacchetti, l’importante è la somma finale…

Per questo gli spagnoli contano sulla propria competenza ed esperienza nella valutazione del mercato dei vari prodotti, sia per quanto riguarda le tipologie di supporti per le trasmissioni (satellite, digitale terrestre, vari supporti streaming ed informatici) sia per quanto riguarda i bacini di utenza legate alle varie squadre. Esperienza già maturata nella gestione dei diritti audiovisivi della Liga spagnola, della quale hanno rivitalizzato l’immagine ed il conseguente valore mediatico.

Le linee guida da rispettare

Contro di loro le restrizioni delle linee guida che anche gli intermediari debbono rispettare nella rivendita dei diritti. In particolare come ben specificato dalla Lega nelle risposte alle richieste di chiarimenti prima della trattativa privata con il mediatore, questo, nella formazione dei pacchetti da mettere in vendita, è tenuto al rispetto dei medesimi paletti che la Lega stessa aveva al momento della commercializzazione. In particolare il mediatore deve attenersi alle medesime Linee Guida innanzitutto per quanto riguarda la formazione dei pacchetti, potendo scegliere se suddividerli per piattaforma, per prodotto (ossia secondo le varie squadre) o mischiando i due criteri. Quindi i limiti dell’art. 24 sono validi anche nella formulazione dell’offerta da parte di MediaPro, anche se questa non è tenuta a mettere in vendita gli stessi pacchetti a suo tempo messi in vendita dalla Lega. Altre restrizioni sono poi previste per quanto riguarda le modalità con le quali MediaPro dovrà procedere alla rivendita, che dovrà avvenire con procedure competitive che garantiscano i principi di equità, trasparenza e non discriminazione fra operatori, anche in questo caso le medesime utilizzate dalla Lega. Ma nulla di particolarmente insormontabile, solamente il rispetto delle normative sulle comunicazioni e sulla concorrenza ed il richiamo alla vigilanza che sulle possibili violazioni delle due normative fanno le due Commissioni apposite, Antitrust e AGCom.

Dal canto loro, gli spagnoli sanno che potranno offrire i diritti di trasmissione a tutti gli operatori della comunicazione che siano abilitati per la trasmissione sul territorio italiano mediante una delle piattaforme previste nel pacchetto di diritti audiovisivi, purché “siano primari operatori del settore nazionali e internazionali, intendendosi per tali gli operatori in grado di disporre di una capacità distributiva con adeguata copertura del territorio nazionale, dei mezzi e dell’organizzazione necessari a supportare le attività conseguenti all’assegnazione, di adeguate garanzie di solvibilità e di risorse economiche, proprie o garantite dai soci, tali da assicurare l’esatto adempimento delle obbligazioni contemplate dall’assegnazione”.

MediaPro può quindi sperare nel coinvolgimento di altri operatori di sua conoscenza, operatori che potrà mettere in concorrenza con quelli attualmente già in gioco. Ci riuscirà? Sullo sfondo comunque appare anche un piano B: la televisione della Lega. Al momento l’ipotesi è stata scartata, quanto meno a parole, ma si fa presto a cambiare.  In definitiva, cosa cambierà per noi spettatori? Vedremo le partite sulle piattaforme sulle quali le abbiamo viste sino ad oggi, o entreranno in gioco nuovi broadcaster e nuovi mezzi di comunicazione su quali assistere alle gare da remoto? O in mancanza, saremo costretti a tornare ad affollare stadi sempre più scomodi ed inadatti alle esigenze del calcio moderno e dei suoi tifosi?  Presto lo vedremo… la vera partita è appena cominciata!