Adriano Stabile

L’esordio in Serie A dovrebbe lasciare un gusto dolce: per Roberto Baggio, fuoriclasse abituato a patire, non è stato così. Sono passati 30 anni esatti dal debutto del “Divin codino” nel massimo campionato: il 21 settembre 1986, a Firenze, l’allora talento della Fiorentina vede finalmente il campo dopo oltre un anno di sofferenza e naftalina.

I guai al ginocchio di Roberto Baggio

All’epoca Roberto Baggio ha 19 anni, ma ha già conosciuto infortuni, dolore e la sala operatoria. Messosi in luce con il Lanerossi Vicenza nel campionato di Serie C1 1984-85 (tanto da vincere il Guerin d’oro come miglior calciatore della categoria), viene prenotato dalla Fiorentina già a marzo dell’85, ma a fine stagione, durante una maledetta partita contro il Rimini, si rompe il crociato anteriore del ginocchio destro. Il club toscano non lo pianta in asso e aspetta il suo recupero: Baggio lavora con i fisioterapisti della Fiorentina per tornare in campo, salta tutto il torneo 1985-86 (a parte tre presenze in panchina in Serie A, cinque in campo in Coppa Italia e la partecipazione al Torneo di Viareggio) per poi presentarsi pressoché a posto nell’estate del 1986.

Roberto Baggio esordio ginocchio

Baggio giovanissimo nel Vicenza

DOPPIETTA ALL’EMPOLI PER SOGNARE
Eugenio Bersellini, tecnico della Fiorentina, dà spazio a Roberto Baggio sin dalla Coppa Italia, che 30 anni fa vedeva i grandi club impegnati già nel precampionato, e il 19enne talento di Caldogno risponde presente: il 3 settembre 1986, in un derby contro l’Empoli vinto 2-1, firma la sua prima doppietta in maglia viola. Al 55’ batte il portiere Drago con un’azione in verticale e al 63’ raddoppia con il suo marchio di fabbrica, il calcio di punizione. Due settimane più tardi Baggio indossa la maglia numero 10 di Antognoni (anche lui convalescente dopo un lungo infortunio) in Coppa Uefa, nel match vinto 1-0 sui portoghesi del Boavista. È proprio l’ex calciatore del Vicenza a ispirare il gol della vittoria con un tocco a sorpresa corto, su angolo, verso Gentile che mette in mezzo per Celeste Pin, bravo a realizzare in mezza rovesciata.

Roberto Baggio esordio ginocchio

Figurine Panini 1986-87

DISTORSIONE AL GINOCCHIO ALL’ESORDIO
Per Roberto Baggio è arrivato il momento del debutto in Serie A: il 21 settembre 1986, tre giorni dopo il match vinto sul Boavista, è titolare al Comunale di Firenze, sotto un sole estivo, nella sfida contro la Sampdoria, valida per la seconda giornata di campionato. La Curva Fiesole, in occasione di questa prima casalinga della Fiorentina, accoglie la squadra sventolando 5.000 bandierine viola ed esponendo un grande striscione dedicato proprio a Baggio. Il futuro “Divin codino” gioca discretamente, anche se ogni tanto appare troppo egoista. Ci pensa l’argentino Ramon Diaz, con una doppietta nell’ultima parte di gara, a togliere la castagne del fuoco alla Fiorentina, vincente per 2-0 ma messa alle corde nel primo tempo dalla Samp di Boskov. Baggio, dal canto suo, si fa pericoloso con un tiro a inizio gara, poi serve a Diaz una palla gol sciupata al 35’, quindi, nella ripresa, tenta la conclusione a rete al 5’ e fa iniziare, dal corner, l’azione del primo gol. Il finale di partita però è amaro: a due minuti dal fischio conclusivo Baggio esce dal campo lasciando il posto a Battistini. Ha rimediato una distorsione al ginocchio destro che fa nuovamente male e negli spogliatoi si gonfia.

ANCORA UN INFORTUNIO E FINISCE SOTTO I FERRI
«È stato un esordio poco fortunato» dice ai giornalisti Roberto Baggio, prendendosi anche qualche rimbrotto dall’allenatore Bersellini per alcuni dribbling di troppo. Oggi, su Wikipedia, troverete scritto che Baggio si è fatto male nei giorni successivi al debutto: invece no, è proprio in quel Fiorentina-Sampdoria che il ragazzo di Caldogno finisce ko.

I medici gli ordinano riposo assoluto, ma la situazione dell’articolazione non migliora: i primi responsi clinici escludono lesioni, eppure il dolore resta. Si opta così per una terapia conservativa senza interventi chirurgici. Baggio lotta per tornare in campo al fianco del mito Giancarlo Antognoni, che a 32 anni sta recuperando da una lesione al legamento collaterale. Quando ormai è tutto pronto per il rientro, già annunciato da Bersellini, lo sfortunato fantasista della Fiorentina si fa nuovamente male: è l’11 dicembre 1986 e, durante una partitella di allenamento, il ginocchio destro di Baggio ha una torsione innaturale. Il calciatore urla cadendo a terra: «Mi sono fatto male da solo – racconta poco dopo – ho provato a calciare e ho avvertito un gran dolore». Il 18 dicembre viene operato per la seconda volta dal dottor Bousquet in Francia, a Saint Etienne, per la rimozione del menisco interno del ginocchio destro. Accanto a lui ci sono la mamma e l’indimenticato presidente della Fiorentina Pier Cesare Baretti, che un anno più tardi morirà a 48 anni in un incidente aereo.

LA LUCE A SAN SIRO E IL GOL AL NAPOLI
Baggio non si perde d’animo e, aiutato da chi gli sta vicino, trova la forza interiore di tornare a giocare dopo l’ennesimo contrattempo: a marzo il professor Bousquet gli dà l’ok dopo una visita di controllo e ad aprile passa dieci giorni nel centro atletico di Formia per lavorare con Vittori, lo storico preparatore di Mennea. Il 26 aprile 1987, a San Siro, gioca l’ultimo quarto d’ora della partita tra Inter e Fiorentina: i viola perdono 1-0 ma Baggio, in cuor suo, è felice per essere uscito dall’incubo. Disputa le ultime tre gare di campionato da titolare segnando il suo primo gol in Serie A, il 10 maggio, al Napoli, nel giorno in cui i partenopei conquistano il loro primo scudetto. Da lì in poi è storia nota: sboccia definitivamente un nuovo fuoriclasse del pallone. Il calcio italiano ancora oggi gli è grato.