Luigi Pellicone

Roma in difficoltà rispetto alle altre? Ah si? Appare, piuttosto, semplicemente imperfetta. Già proprio come le altre. La strada era in salita, e si sapeva: i giallorossi erano attesi dall’impegno più complicato. E hanno vinto. Come le altre. Attenzione però: l’Inter, con una Fiorentina in disarmo. Il Napoli, in casa di una neopromossa. Il Milan con un Crotone ridotto in 10. La Juventus, con un Cagliari storicamente latente in trasferta. Domanda: chi di queste “grandi” sbancherà Bergamo? La Roma intanto rientra con una certezza: questa è la squadra di Eusebio Di Francesco. Nel senso pieno del termine.

Una sorpresa inaspettata, un scelta azzeccata 

Questa è la Roma di Eusebio Di Francesco perché ci vuole fegato ad inserire Juan Jesus, a sorpresa nell’undici titolare. Scelta accolta con diffidenza. Invece, azzeccata. Il brasiliano ha giocato una partita impeccabile. Si è opposto con efficacia prima a Petagna e poi a Cornelius. Due clienti non facili, cui cedeva forza fisica e centimetri. E allora, ha usato la testa: anche e sopratutto quando ha affrontato Papu Gomez accompagnandolo sul fondo o accorciando in uscita senza mai concederli lo spazio per il dribbling. Precisione e attenzione anche nel reggere la linea: ottimo nel supporto al compagno di reparto Manolas, facendosi anche preferire al greco in fase di impostazione. Una prova ordinata. E che lascia ben sperare. La Roma cercherà ancora un difensore centrale, ma ha in rosa un’alternativa che è all’altezza dei titolari.

Sicuri che la Roma sia così in difficoltà?

Questa è la Roma di Eusebio Di Francesco perché il gioco non sarà fluido, la manovra sarà contratta, ma il gruppo è solido. Capace di stringersi e unirsi nelle difficoltà, soffrendo anche, ma strappando, con le unghie e i denti e una condizione fisica inferiore rispetto all’avversario, tre punti preziosissimi. É la Roma di Eusebio Di Francesco perché mai, come ieri, sarebbe stato facile scaricare il tecnico. Invece la vittoria restituisce un pizzico di serenità a un ambiente sin troppo depresso nonché avventato nei giudizi. Non è (ancora) una Roma bella, ma neanche da buttare. E, soprattutto, è una Roma che si sa tirare fuori dalle secche: impantanatasi, incredibile ma vero, su una mezzora sbagliata in un’inutile amichevole di mezza estate. Se c’è qualcosa da rivedere, è nei movimenti offensivi. Forse l’attacco è stroppo sterile: ma anche questo è un protocollo che si può rivedere.