Francesco Cavallini

Passata è la tempesta, si vede Dzeko far festa e Di Francesco, seduto in panchina, che ripete il suo mantra. Nulla di leopardiano, anzi, tutto molto concreto: partecipazione al gioco, aiuto ai compagni e, ovviamente, reti a profusione. Questo chiede l’allenatore al suo attaccante. Che però non deve essere per forza il bosniaco. Il vivace scambio di opinioni post-Champions ha sortito effetti da entrambi i lati. Dzeko ha risposto al suo allenatore con due gol, Di Francesco ha dato al suo centravanti l’occasione di rifarsi dopo la prestazione opaca nello scontro con l’Atletico. Un’esclusione del numero 9 contro il Verona era possibile, ma non auspicabile. Ora tocca al Benevento e, in attesa di altri impegni, stavolta il bosniaco potrebbe accomodarsi in panchina senza il minimo problema.

Tante opzioni, ma il vice-Dzeko della Roma è Defrel

Come farà però la Roma, che ormai si è abituata a contare sul suo capocannoniere? Beh, le soluzioni non mancano. Ci sarebbe Patrik Schick, che però appare ancora in ritardo di condizione. Lì davanti può giocarci anche El Sharaawy, che forse da prima punta riuscirebbe anche a sbloccarsi dopo i numerosi tentativi contro il Verona. Ma c’è qualcun altro in fila per una maglia da titolare, che in teoria ha più diritto di puntare al posto in squadra rispetto agli altri due. Perchè se le prime partite di questa stagione ci hanno fatto conoscere il Defrel esterno destro, non bisogna dimenticare che il francese è arrivato a Roma da vice-Dzeko ed è proprio lì che, sfortunate defezioni a parte, Di Francesco intende farlo giocare.

Puntare la retroguardia avversaria in profondità

Perchè a Benevento? Perchè la difesa campana, che non è apparsa proprio irreprensibile contro il Napoli, può soffrire un attaccante atipico come l’ex Sassuolo. Che anche se fisicamente è più imponente, come movimenti e per la capacità di infilarsi negli spazi e di lanciarsi dietro la retroguardia avversaria somiglia un po’ a Mertens, che è stato la spina del fianco del Benevento nella goleada partenopea. Questo Defrel a Roma non si è ancora visto, perchè l’aver dovuto presidiare la fascia destra ha portato il francese a dedicarsi molto più a compiti di copertura che a puntare la porta avversaria.

Da attaccante moderno a bomber infallibile

Ma le capacità non gli mancano e schierato in quello che sia il calciatore che il tecnico ritengono il suo ruolo naturale può fare la differenza e giustificare, qualora ce ne sia bisogno, la volontà di Di Francesco di averlo in rosa. Assieme al suo allenatore, Defrel è cresciuto e si è trasformato da “semplice” attaccante moderno, tutto impegno e duttilità tattica, in cecchino implacabile, soprattutto nell’ultima annata, conclusa con sedici marcature. La partita del Vigorito può essere quella ideale per scoprire il Defrel da area di rigore, concedendo così un turno di riposo a Dzeko, pronto poi a ripartire di scatto contro l’Udinese all’Olimpico. Quindi, occhi puntati sul francese, al suo vero esame da centravanti. Verrebbe da dire, alla prova del nove.