Redazione

Houston, forse abbiamo un problema. Dopo il pareggio contro l’Inter, dalle parti di Trigoria si sta accendendo una spia che segnala qualcosa che non va. Forse non è esattamente un problema, ma perlomeno una anomalia, anche abbastanza inspiegabile. Dopo una stagione e mezza in maglia giallorossa, Bruno Peres continua a sembrare un corpo estraneo alla squadra. La prestazione di San Siro è indicativa della condizione fisica e psicologica di un calciatore che non è ancora riuscito ad esprimersi al 100% con la Roma e che con tutta probabilità ha perso l’ultimo treno per provarci. La sua avventura nella Capitale rischia di concludersi con il goffo movimento a scalare su Dalbert che (con la complicità di Nainggolan) lascia libero Brozovic di crossare per la rete di Vecino. Le sirene dall’estero chiamano e la Roma non sembra intenzionata a impedire l’addio del suo terzino destro.

Tredici milioni per portarlo a Roma

E dire che le premesse erano decisamente altre, così come le aspettative della tifoseria quando il brasiliano ha completato il suo trasferimento in giallorosso. Oltre tredici milioni per portarlo a Trigoria, ma l’impressione era che li valesse tutti. Bastava riguardare le sue progressioni con la maglia del Torino e non solo il coast to coast contro la Juventus che, nel bene e nel male, rischia davvero di avergli segnato la carriera. Mezzi fisici straripanti e una tecnica di base non certo da buttare. L’investimento della Roma sembrava logico e condivisibile.

Bruno Peres ha fallito nell’adattarsi a un contesto diverso?

Il campo poi ha però dato un responso abbastanza diverso. Bruno Peres ha fallito nell’adattarsi ad un contesto tattico che gli richiedeva compiti differenti rispetto a quelli svolti in maglia granata. Ad esempio una certa attenzione in fase difensiva, senza avere alle spalle un centrale pronto a coprire le sue avanzate come accadeva nella difesa a tre di Ventura. Ma anche un maggiore impegno nella fase di non possesso, di recupero della posizione e, più in generale, una abnegazione tattica che nel brasiliano sembra latitare. Dopo il suo ingresso a San Siro, sono più le occasioni in cui Perisic davanti a sè trova una prateria piuttosto che il numero 25 della Roma.

Un’altra rincorsa che ha fatto inferocire i tifosi

E la rete subita è solo la punta dell’iceberg. Di mezzo c’è uno sciagurato passaggio in orizzontale che rischia di mandare in porta Icardi ed una serie di errori di posizionamento che fanno ballare la difesa della Roma. Forse la foto dell’esperienza giallorossa di Bruno Peres, che ormai sembra avviata ai titoli di coda, è in una rincorsa senza convinzione (molto simile a quella su Keita nel derby dello scorso anno che aveva fatto inferocire la tifoseria) su un avversario in campo da settanta minuti da parte di un calciatore appena entrato in campo. Si poteva e si doveva dare di più. E ora, a meno di sconvolgimenti che sembrano abbastanza improbabili, non c’è più tempo per provarci.