Francesco Cavallini

A volte ritornano, si dice. Poi c’è chi invece torna sempre. Nonostante l’arrivo di Karsdorp ed un Florenzi finalmente a pieno regime, la fascia destra della Roma sarà affidata di nuovo a Bruno Peres. Che, ricordiamolo, la aveva abbandonata solo per un infortunio che gli aveva fatto saltare Roma-Inter. Il che, paradossalmente, lo rende assolutamente incolpevole di tutte e tre le reti finora subite dalla Roma di Di Francesco. Sarà per questo score degno di un talismano, sarà perchè l’olandese è ancora fermo ai box e Florenzi deve giustamente recuperare dopo i novanta minuti passati a correre contro il Verona, ma il brasiliano si riprende il suo posto e, in barba alla folta concorrenza, ha tutta l’intenzione di tenerselo.

Peres poco abituato alla difesa a quattro

La scorsa annata in giallorosso non è stata particolarmente esaltante. Il terzino carioca ha giocato praticamente sempre, anche a causa dell’infortunio che a fine ottobre ha messo KO Florenzi, ma non ha mai impressionato, al punto che i maligni cominciavano a chiedersi se il vero Bruno Peres, quello devastante visto in maglia granata, fosse rimasto a Torino e avesse mandato un sosia. Il problema è stato più tattico che altro, dato che il calciatore era abituato a fungere da esterno tutta fascia in una difesa a tre. Con le spalle coperte, poteva anche mollare il freno e partire per coast to coast devastanti, come quello nel derby con la Juventus che ha fatto innamorare di lui mezza Italia.

Movimenti difensivi da affinare

Ma giocare a quattro è un’altra cosa e il brasiliano ha faticato non poco ad inserirsi negli schemi difensivi, dimenticando spesso la posizione e non risultando molto brillante nelle diagonali. Al punto che il suo nuovo allenatore si è prodigato in sede di ritiro, con sedute particolari per insegnare al suo terzino un po’ troppo offensivo come si chiude quando il compagno al centro scala di posizione. Test superato? Non troppo, almeno a giudicare da qualche errore nel match contro l’Atalanta, ma sicuramente Peres sta guadagnando sicurezza in fase difensiva e questi miglioramenti hanno fatto piacere a Di Francesco. Che, costretto a schierarlo, non si mette certo le mani tra i capelli e cerca di ottenere il meglio dal suo calciatore, mettendolo nella condizione di giocare il calcio che preferisce.

La Roma punta sulle sue percussioni

Chi forse non è molto contento è Defrel, che a causa degli arrembaggi del compagno è spesso e volentieri stato costretto ad arretrare il suo raggio d’azione e a fungere più da supporto a Peres che a Dzeko. Ma sono equilibri che in uno schema come il 4-3-3 non possono essere ignorati. Ed è anche vero che il carioca, se è in giornata, può spaccare le difese avversarie con percussioni al fulmicotone e che, nonostante le mira non sia stata proprio eccelsa negli ultimi mesi, è anche dotato di una bella castagna. C’è da lavorare, questo Peres lo sa. Lo scorso anno un po’ di sufficienza in un recupero durante uno dei derby di Coppa Italia gli aveva procurato non pochi grattacapi. Ma già da Pinzolo il terzino si è messo a disposizione di Di Francesco per cercare di migliorare. La fatica paga e nobilita l’uomo. E in attesa della concorrenza (che a breve arriverà a bussare), Peres si gode qualche altra sgroppata sulla fascia.