Francesco Cavallini

Dieci reti in campionato sulle 33 complessive realizzate dai giallorossi, per una media che sfiora il 30%. Poco meno, a guardare bene, dell’incidenza di Edin Dzeko nello scorso campionato giallorosso, dove 29 delle 90 reti della allora Banda Spalletti portavano la firma del bosniaco. Dunque, al netto dell’annata poco felice dell’attacco della Roma, il numero nove mantiene un rendimento costante? Sì e…no, perchè di quelle dieci reti sette sono arrivate nelle prime sette partite, mentre il resto è spalmato nelle successive sedici. Oggettivamente, troppo poco per il capocannoniere della scorsa serie A, che per aiutare la sua squadra nel rush finale verso la Champions deve per forza di cose riprendere a fare ciò che la carriera dimostra gli riesce meglio.

All’andata è stato Dzeko-show

E dovendo scegliere una partita in cui ricominciare da zero e riavviare il motore del gol, difficile (almeno sulla carta) trovarne una migliore di quella casalinga con il fanalino di coda Benevento. Un match che, data la sconfitta della Lazio a Napoli, la terza consecutiva della squadra di Inzaghi, può rilanciare le ambizioni europee della Roma e dare il via ad un nuovo Dzeko. Un girone fa, un uragano bosniaco si è abbattuto sul Vigorito. C’è lo zampino del Cigno di Sarajevo su tutte e quattro le reti giallorosse in Campania, una doppietta e due autoreti procurate, oltre a un palo dalla media distanza che grida ancora vendetta. Ma erano altri tempi. Un’altra Roma, un altro Benevento e un altro Dzeko.

Poi però è arrivato l’inverno

Poi è arrivato un lungo autunno che si è pian piano trasformato in inverno, una stagione complicata che le prestazioni sempre coraggiose e tatticamente imprescindibili del bosniaco non hanno saputo nascondere. E dopo aver strapazzato le Streghe, ora il centravanti della Roma le vede davvero, perchè, come sostiene Di Francesco, Dzeko vive per la rete, come tutti i suoi colleghi di reparto. E sbloccarsi, più che altro dal punto di vista psicologico, può essere fondamentale. Ecco il perchè della difficoltà di un match che sembra semplice, ma che può decidere i destini del resto del campionato della Roma e del calciatore. Il numero 9 non “può” segnare contro il Benevento. Vista la situazione, sua e di classifica, forse è meglio dire che “deve”.

Il bomber è…obbligato a segnare

Una pressione che rischia di giocare brutti scherzi, perchè ci sta che, nonostante l’impegno e la buona volontà, il bosniaco possa non andare a segno all’Olimpico. Del resto, se i bomber della Serie A lasciassero il segno in tutte le partite avremmo medie gol degne di Messi e Ronaldo. Il problema però sussiste, per Dzeko e per la Roma. Che succede se il Cigno non segna contro il Benevento? A quel punto diventerebbe difficile anche per il suo più fervente ammiratore non pronunciare le parole “crisi” e “astinenza”. Il che, per un giocatore e per una squadra che hanno spesso dimostrato di volare sulle ali dell’entusiasmo e di abbattersi di fronte a risultati non esaltanti, non sono il massimo. Il gol, anche uno solo, deve arrivare. Così come la vittoria giallorossa. Una bella dose di responsabilità. Che, come nella famosa frase di Spiderman, deriva dai grandi e innegabili poteri del bomber della Roma.