Luigi Pellicone

Una figuraccia. Senza se e senza ma. La Roma, seppur imbottita di riserve, prende quattro gol dal Celta in meno di 45′ e denuncia crepe preoccupanti. Non c’erano i titolari, è vero, ma non è neanche pensabile di subire così tanto in cosi poco. E comunque non è mai bello farsi servire un poker in una vetrina internazionale. Pallotta, particolarmente sensibile alla Roma “around the world”, non gradirà…

Difesa…alla Zeman

Il poker servito dal Celta Vigo è più di un campanello d’allarme. Di Francesco non è Zeman. Sicuri? Beh, sulla carta, la Roma dovrebbe essere corta e compatta. Ma in campo è anche disattenta. Un atteggiamento che ricorda, sinistramente, la stagione del boemo. Difesa a 40 metri da Allison, Fazio in perenne difficoltà nel rincorrere gli avversari ed esterni che faticano maledettamente a tenere linea, distanze e posizioni. Risultato: quartetto imbucato centralmente, costantemente in inferiorità numerica e preso alle spalle. Totale dei fattori: tre gol in 27′. Quattro in 42′. Quanto basta per alzare il livello di allerta. Anche perché sono figli di disattenzioni. E questo modulo di gioco non consente il minimo errore. Altrimenti trasformare Sisto e Aspas in un misto fra Cristiano Ronaldo e Neymar diventa improvvisamente facile.

Centrocampo a attacco impresentabili

Gerson, Gonalons e Pellegrini. Insieme, in questa serata, non valgono un Nainggolan. Su Iturbe, meglio soprassedere. Se bastassero impegno e abnegazione, sarebbe da pallone d’oro. Ma non azzecca un movimento che sia uno e spreca l’ennesima opportunità. Ünder è da rivedere, possibilmente con accanto i titolari. Il primo tempo lascia in eredità una sensazione dal retrgousto di certezza. Se la difesa è da…Zeman, il centrocampo e l’attacco, no. Tanti errori di impostazione, poca personalità, incapacità cronica di dettare il passaggio, accompagnare l’azione e alzare il pressing. E zero occasioni create. Quei tre insieme, proprio no. Una mediana senza corsa e filtro, dove gli avversari si infilano a piacimento arrivando a giocare il pallone pressochè indisturbati (e in superiorità numerica) contro la linea difensiva. Non è tutto da rifare, certo, ma a una settimana dall’esordio in campionato, c’è molto da rivedere.