Francesco Cavallini

Fatica. Sudore. Gavetta. Parole che molti nostri connazionali all’estero conoscono molto bene. Sotto c’è un processo, quello che porta ad inserirsi in un mondo che all’inizio non si riconosce come proprio, ma con il quale poi si instaura un rapporto così stretto al punto da non ricordarsi più come ci si sentisse prima. Ecco, può essere la storia di chi vive lontano da casa, come i molti romanisti che seguiranno il match con il Chelsea nei pub di Londra e nei Roma Club di tutto il mondo. Ma anche la storia di Alessandro Florenzi, che a casa (a Trigoria) ci è tornato da un pezzo e che con il lavoro costante e con il cuore ha dimostrato che chi diceva che non fosse un giocatore da Roma si sbagliava di grosso.

Florenzi, il jolly della Roma

Crotone, Serie B. Tutto da dimostrare. Perchè va bene la fascia della Roma Primavera, ma quel ragazzo lì non ruba l’occhio. Anzi, forse il problema è che non è nè carne nè pesce. Sa fare bene tutto, vero. Ma sembra complicato trovargli un ruolo vero e proprio. In Calabria Florenzi capisce dove deve stare in campo. O meglio, dove vuole stare, perchè il giallorosso dovunque lo metti fa il suo, ma se gli chiedi un parere, preferisce fare il terzino. Poi in carriera ha fatto la mezzala, contro il Chelsea con tutta probabilità giocherà esterno alto, volendo può infilarsi anche i guantoni e andare in porta, dato che è il designato a mettersi tra i pali in casi estremi. A Londra, come detto, dovrebbe di nuovo tornare ai tempi di Garcia, quando da esterno offensivo garantiva al tecnico francese equilibrio e reti. Dietro di lui ci sarà Peres, in attesa del rientro di Karsdorp. A meno che Di Francesco non si affidi a Under in avanti, scalando l’azzurro tra i quattro di difesa.

Cassano e Totti, italiani di successo in Inghilterra

Ma dovunque verrà schierato, c’è più di un motivo per guardare con fiducia alla prestazione di Florenzi, novello italiano in Inghilterra. La tradizione della Roma in terra d’Albione è tutt’altro che favorevole, soprattutto se si considera solamente la Champions League. Solo due pareggi risicati, in match dei gironi iniziali, ottenuti con l’Arsenal e con il Manchester City. Ma il bello sta proprio qui. Che quei due punti sono entrambi arrivati grazie alle reti di due azzurri, nonostante entrambe quelle rose giallorosse fossero infarcite di stranieri. Ad Higbury fu Antonio Cassano a raddrizzare una partita che si era messa male dopo il rosso a Totti per un gomito largo su Keown. E all’Etihad è invece stato proprio il Capitano a firmare il pari contro il City, diventando nel contempo il marcatore più “anziano” della Champions.

È a tutti questi presupposti, dal lavoro quotidiano alla casualità delle statistiche, che si affida Alessandro Florenzi per la sua serata europea contro il Chelsea. Serata che, se il ballottaggio tra De Rossi e Gonalons terminasse a favore del francese, il numero 24 potrebbe vivere da capitano. Dalla gavetta al top. Sembra quasi la storia di qualche italiano a Londra…