Bruno Tucci

Non è stato un pranzo chic quello della Roma a Verona. Diciamolo subito per non essere fraintesi: in questo modo le possibilità di combattere per quella parolina che comincia con s… e finisce con “o” diventano infinitamente poche. Le ragioni sono evidenti: alle prime della classe non si possono concedere tanti punti di handicap. Poniamoci dunque un secondo interrogativo: sarà ancora un anno di transizione quello della squadra giallorossa?

Non vorrei fare l’uccello del malaugurio, però questi alti e bassi non facilitano il compito ai giovanotti guidati da Di Francesco. Ci si esalta con il Chelsea in campo europeo e poi si pareggia a Genova per una sciocca ingenuità di un romano che Roma giallorossa ama moltissimo. Si torna a giocare in Italia e si vince facile con una neo promossa; poi, al contrario, si vola a Verona ed il pranzo diventa indigesto perché non si va al di là di uno striminzito zero a zero.

Come al solito, il mister ha deciso giustamente per il turn-over e, dopo tanta attesa, ha fatto esordire Schick. Sacrosanta la scelta del coach, altrimenti si sarebbe parlato di un “caso” di cui già in molti parlavano e si dividevano. Eccolo, dunque, l’interrogativo di fondo di questa giornata non proprio favorevole alla Roma. Che giudizio si può dare su di lui dopo il match con il Chievo? Non dimentichiamo che l’ex sampdoriano non è stato sostituito impegnandosi per novanta minuti. Quindi, nessun dubbio sulla sua tenuta. Però…

Ecco dove si apre la discussione e si accendono gli animi, perché, come avviene spesso in questi casi, le scuole di pensiero sono due. C’è chi afferma che il ragazzo ha compiuto per intero il suo dovere; e c’è chi, al contrario, storce la bocca e non si capacita del perché si sono spesi tanti soldi (quarantadue milioni di euro) per un atleta che non fa fare il salto di qualità ad una formazione che avrebbe estremo bisogno di una seconda punta. La polemica, quindi, non si placa e continuerà ad essere viva in settimana e anche nelle prossime se la situazione non dovesse cambiare.

Certo, c’è molto rammarico a Trigoria e dintorni per queste opportunità perse in due trasferte in cui si sarebbe potuto tranquillamente vincere. Aggiungiamo quattro punti alla classifica attuale della Roma e vedrete che la rabbia è comprensibilissima. Questo vuol dire che Schick ha perduto un autobus che non passerà più? Assolutamente no. Diciamo che la sua prova ha sfiorato la sufficienza, forse non l’ha raggiunta, ma la colpa non è esclusivamente sua, ma di tutta la squadra che non ha saputo concretizzare una superiorità che è durata novanta minuti o giù di lì.