Francesco Cavallini

Il corteggiamento è un’arte nobile e complicata. Se non scoppia l’amore a prima vista, o se non ci sono le possibilità affinchè ciò accada, parte un lavoro lungo, ma che alla fine può portare i suoi frutti. Ed il corteggiamento della Roma per Matteo Darmian, terzino quasi ventottenne del Manchester United e della nazionale, è cominciato molto tempo fa. Più di due anni, ben prima dell’approdo dell’esterno scuola Milan alla corte di Van Gaal prima e di Mourinho poi. Poi non se n’è fatto più nulla e, complice un bell’assegno, Darmian si è trasferito in Inghilterra. Ma ora, anche per lui, potrebbe essere l’ora…della Brexit.

L’esperienza a Manchester, affascinante ma poco soddisfacente

Poche presenze per lui, sia in questa stagione che nelle due precedenti. Comprensibile, quando la concorrenza si chiama Valencia sulla destra (e l’esterno dell’Ecuador è anche ormai capitano dei Red Devils), mentre sulla sinistra allo United ci sono talmente tanti terzini che alla fine…gioca Ashley Young, che è un adattato. Ma questo alla Roma interessa poco, quel che conta è che Darmian vuole lasciare Old Trafford e tornare in Italia. Non c’è più la necessità di giocare titolare per farsi notare da Ventura, ma resta comunque la voglia di un ragazzo nel pieno della sua maturità agonistica di mettersi in gioco e tornare a dimostrare il suo valore.

Darmian, il perfetto terzino bifascia…

In questo senso, Roma è la piazza ideale per Darmian e Darmian è il calciatore ideale per la Roma, dato che con la sua capacità di giocare su entrambe le fasce sarebbe un jolly importantissimo. E non solo per il reparto difensivo. Ma andiamo per ordine. Il terzino di Legnano è stato schierato per gran parte della sua carriera sulla destra. Ottimo a sapersi per Di Francesco, che da quel lato può contare sulla titolarità assoluta di Florenzi, ma spesso si è trovato un po’ scoperto quando l’azzurro non è stato disponibile. Altra zona di campo che a Darmian piace è la fascia sinistra. E anche qui può essere utile, perchè il rientro di Emerson Palmieri è prossimo, ma dopo un lungo infortunio l’impiego del brasiliano non potrà essere troppo continuo e stressante per le sue articolazioni.

…che copre due buchi, anzi tre

Ma come possono gli altri reparti giovare dell’arrivo di un jolly sì, ma di difesa? Semplicemente sfruttando chi invece è in grado di disimpegnarsi in altre zone del campo. Prendiamo Florenzi, che nelle rotazioni può anche essere lanciato nel tridente o a centrocampo, come mezzala. E con lo spostamento (che pare definitivo) di Gerson nella rosa degli esterni offensivi, al gioco delle coppie di Di Francesco mancherebbe appunto un interprete a centrocampo. Oppure lo stesso Emerson Palmieri, che più volte in carriera ha giocato da esterno alto e che, volesse il tecnico sperimentare, in teoria ha anche lui il passo e il piede della mezzala.

Resta solo da convincere Mourinho, che già in estate si è opposto alla cessione del calciatore. Ma la volontà dell’ex Torino, che a Manchester si sente chiuso, potrebbe fare la differenza e farlo arrivare a Roma con la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto. E completare così la sua personalissima Brexit.