Francesco Cavallini

Il famoso difensore centrale, la quinta ed ultima pedina della lista di Di Francesco, alla fine non è arrivato. Per scelta, perchè il tempo e le finanze della Roma l’avrebbero permesso. Eppure quello di Schick è stato il botto finale, perchè la valutazione generale della rosa ha stabilito che i quattro calciatori già a disposizione in quel ruolo (più Castan, che alla fine è rimasto come quinto) offrono abbastanza garanzie tecniche e tattiche. Ora sta all’allenatore assemblare Manolas, Fazio, Moreno e Juan Jesus all’interno di un reparto che i primi due match hanno dimostrato sarà la vera chiave di volta della stagione giallorossa.

Roma, la parola alla difesa

Certo, nessuno di questi quattro è il fine dicitore che può permettere di ripartire costantemente dalla retroguardia. Il migliore del lotto è Fazio, che però sembra al momento leggermente penalizzato dalla scelta di giocare con una linea difensiva alta. Posto che Manolas è il punto fermo del reparto, gli esperimenti di Di Francesco verteranno su chi affiancare al greco, che in fase di recupero su avversari in velocità è una sicurezza. Juan Jesus ha fornito una buona prova a Bergamo, prima di venire dirottato per necessità sulla destra nella serata contro l’Inter, ma non è certo il regista arretrato che serve. Moreno andrà giudicato dopo averlo visto in campo con frequenza, ma le sue caratteristiche si abbinano a quelle dei suoi compagni, piuttosto che differirne.

De Rossi, l’opzione in più

L’arrivo di Kolarov ha regalato a Di Francesco un calciatore fondamentale, capace di fare la differenza sulla sinistra. Logico quindi pensare che, in attesa del pieno recupero di Emerson Palmieri, il tecnico non schioderà mai il serbo dall’out mancino per spostarlo in mezzo alla difesa, ruolo peraltro già ricoperto nel Manchester City. Eppure Kolarov non è l’unico nella rosa a vantare una (seppur limitata) esperienza in quella posizione. Per 32 volte in carriera, quasi un campionato intero, Daniele De Rossi è stato schierato tra Roma e Nazionale da difensore centrale. Il primo a tentare l’esperimento è stato Luis Enrique, ma in situazioni di emergenza anche Garcia ha arretrato il raggio d’azione del capitano giallorosso e gli ha affidato la guida della retroguardia.

Da mediano a centrale? Si può fare

Come difensore centrale, De Rossi può offrire un innato senso della posizione ed una esperienza invidiabile. Oltre, ovviamente, a diventare il primo regista della squadra, senza più dover scendere a recuperare la sfera, ma partendo direttamente dalla propria area. Non sarebbe un cambio di posizione così sconvolgente, anzi, una evoluzione calcistica in piena scia di una tradizione iniziata con Beckenbauer e proseguita con Matthäus e Sammer. A sostituirlo in mediana ci sarebbe Gonalons, ma anche Strootman, che libererebbe il posto da mezzala destra a Florenzi, che per Di Francesco è forse l’opzione più naturale in rosa nel ruolo. Certo, si potrebbe obiettare che soprattutto in Nazionale De Rossi è stato schierato come centrale in una difesa a tre. E forse non è quindi un caso che il tecnico abbia cominciato a sperimentare proprio in quella direzione…