Francesco Cavallini

Nei bei tempi andati, quelli che tutti ricordano benissimo ma nessuno sa davvero quale siano, ogni allenatore aveva un giocatore al quale, metaforicamente parlando, assegnare la prima maglia. Gli altri poi venivano di conseguenza. E spesso e volentieri quel calciatore era quello che in partita indossava i gradi di capitano. Uomo di carisma, portavoce in campo dell’allenatore e alfiere del club e di tutti i suoi valori. Poi, ahinoi, è arrivato il turnover selvaggio e ora spesso è già complicato capire chi scenderà in campo. Ma il capitano no, lui, a meno di impedimenti fisici e/o squalifiche, è sempre lì. Può saltare qualche match e donare la fascia di tanto in tanto, magari a un grande vecchio o a una giovane promessa. Esempi? Buffon. Ma anche Zanetti, o il Totti di una decina di anni fa.

Ecco, Totti. Totti che della Roma è stato ufficialmente capitano, anzi, IL Capitano (C maiuscola d’ordinanza) fino a neanche un mese fa, ma che negli ultimi anni si è ritrovato a guardare i suoi compagni più dalla panchina che sul campo. E inesorabilmente la fascia della squadra giallorossa finiva sul braccio di Daniele De Rossi, che nonostante una vita da Capitan Futuro si è comunque fatto (anche se non ufficialmente) qualche stagione da Capitan Presente. E adesso? Ora che è davvero il suo turno, il destino del campione del mondo 2006 sembra somigliare abbastanza a quello del suo illustre predecessore.

Totti capitano

Francesco Totti con la fascia da capitano della Roma

De Rossi e Gonalons, un dualismo per la Roma

Flashback, seppur breve, alle dichiarazioni di Di Francesco dopo il match con il PSG. Anzi, forse anche a prima. Alla primissima conferenza stampa da nuovo allenatore della Roma. In cui De Rossi è indicato senza mezzi termini come emblema della Roma, come massimo punto di riferimento. Insomma, il capitano in tutto e per tutto. Un attestato di stima importante per un calciatore di quasi trentaquattro anni, che ha probabilmente rinnovato per l’ultima volta il suo contratto con la squadra che lo ha visto crescere e della quale ha indossato la maglia per tutta la carriera. Posto in squadra assicurato, quindi? Macchè. Il metodo Di Francesco, anzi, il suo gioco è molto faticoso per i calciatori (per informazioni chiedere al nuovo arrivato Defrel). C’è quindi bisogno di un ampio turnover e della famosa rosa da ventidue giocatori richiesta a Monchi. Ma sarà turnover per tutti, tranne che per qualcuno? Apparentemente no.

E allora torniamo davvero al PSG. Nella squadra titolare, come è normale che sia dopo che ha preso parte a tutto il ritiro, c’è Gonalons, mentre la fascia va a Kevin Strootman. De Rossi sostituisce il francese, neanche a dirlo al minuto sedici della ripresa. In conferenza qualcuno chiede conto a Di Francesco di questo possibile dualismo e il tecnico, con la schiettezza che lo contraddistingue, non ha peli sulla lingua. De Rossi e Gonalons saranno grandi antagonisti, ma per noi è un vantaggio perché avrò la possibilità di poter scegliere chi è nelle migliori condizioni. Insomma, il turnover c’è, e colpirà tutti indistintamente, anche Danielino. Ci sta, è una caratteristica dell’allenatore abruzzese, che anche di fronte ad una grande piazza e nella gestione dei grandi nomi, non è disposto a tradire se stesso. L’obiettivo, neanche troppo nascosto, è quello di far ambientare il francese nel nostro campionato e al contempo di far riposare un po’ De Rossi, che a trentaquattro anni difficilmente riuscirà a garantire un livello di forma costante durante l’arco della stagione. Ma è una frase che pone una domanda. Possibile che da qualche anno a questa parte il capitano della Roma non abbia il posto assicurato nell’undici titolare?

de rossi capitano

Daniele De Rossi con la fascia da capitano

La gerarchia della Roma per la fascia da capitano

Tutto inizia, come si è già detto, da Totti, che si appropria della fascia nel 1998 e non la lascia più, se non per squalifica o infortunio. Ma le stagioni passano, gli acciacchi cominciano a farsi sentire e a volte si parte dalla panchina. Sempre più spesso. Fino a che, appunto, il capitano in pectore De Rossi ottiene i gradi. Ma li ottiene in un momento di carriera in cui anche lui, volente o nolente, non è in grado di disputare tutte le partite senza accusare la fatica. E quindi, che piaccia o no, l’azzurro sarà capitano a intermittenza. A chi lascerà la fascia? Ad Alessandro Florenzi. Che fino allo scorso anno, di riffa o di raffa, in una zona del campo o in un’altra, era sempre presente tra i titolari nella distinta da consegnare. Ma che ora, complici due crac consecutivi al legamento crociato del ginocchio ed una serie di acquisti nei ruoli da lui abitualmente ricoperti, è un precario come e più del suo capitano. Andando a scendere, per carisma e per anzianità, arriviamo alla strana coppia Nainggolan-Strootman, con il belga che nel corso della passata stagione ha superato l’olandese nelle gerarchie. Ecco, se c’è qualcuno tra i nomi appena fatti su cui scommettere per il maggior numero di presenze con la fascia sul braccio, beh, quello è il numero 4. Sempre che la fatica non si faccia sentire troppo anche per lui. Insomma, di pretendenti ce ne sono fin troppi, ma è il doverli utilizzare tutti a lasciare perplessi. Basta guardarsi intorno per capire che la Roma, riguardo alla fascia, fa storia a sè.

Certo, il paragone con Buffon, calciatore non di movimento, è impietoso ma concettualmente errato. Il capitano della Juventus e della Nazionale non necessita certo di turnover e, infortuni a parte, non si presenta in campo solamente in partite di Coppa Italia o in match comunque ininfluenti. E, per correttezza di giudizio, non è neanche giusto scegliere squadre che non hanno la quantità di impegni nazionali e continentali della Roma. Giocando una volta a settimana, le possibilità di recuperare e di presentarsi al 100% alla partita successiva aumentano. Ma prendiamo un club che di partite ne disputa parecchie. Il Real Madrid. Proviamo a immaginarlo senza Sergio Ramos. Difficile, eh? Quarantaquattro presenze per lui la scorsa stagione, neanche troppe, ma tutte da titolare e saltando anche qualche match per squalifica e per un fastidioso infortunio al ginocchio. Quando è disponibile, Ramos gioca sempre. Se poi decidiamo di rimanere in casa nostra, c’è il caso Marek Hamsik, che delle cinquanta partite del Napoli ne ha giocate ben 49, rimanendo escluso solo dal match di coppa Italia contro lo Spezia e subentrando (senza fascia) nell’incontro di campionato contro l’Empoli. O il capitano dell’Inter, Mauro Icardi, 34 presenze in campionato tutte dal primo minuto, con due giornate saltate per squalifica e altrettante per infortunio.

Maurito Icardi, in estate cercato con insistenza dal Napoli

Maurito Icardi, attuale capitano dell’Inter

Per De Rossi, invece, nonostante una Roma con la rosa ristretta, più di qualche panchina e subentro, in barba ad una concorrenza (quella di Paredes) non esattamente nel suo ruolo. Figurarsi ora che la concorrenza c’è e che, caso strano, nelle ultime tre stagioni ha indossato la fascia da capitano della sua ex squadra. Il dualismo tra Danielino e Gonalons era prevedibile, ma palesarlo in maniera così netta già a inizio stagione sembra una mossa un po’ azzardata da parte dell’allenatore giallorosso. Certo, può e deve stimolare i due contendenti a dare sempre il meglio durante gli allenamenti (sempre considerando che il francese può anche giocare da mezzala e che quindi non sarà impossibile vederli all’opera assieme), ma presenta anche qualche innegabile controindicazione. Per un pubblico da sempre innamorato della romanità in campo, escludere De Rossi, il vero tifoso con indosso la maglia, ed eventualmente relegare anche Florenzi in panchina, sfiora la lesa maestà o addirittura il sacrilegio.

Gonalons, con un bel po’ di furbizia, ha già fatto sapere ai suoi tifosi di ispirarsi in tutto e per tutto al suo capitano. Ma bisognerà vedere quali saranno le reazioni quando la sua presenza nell’undici titolare escluderà quella di De Rossi. Ma forse, dopo le ultime stagioni, i supporter giallorossi si sono abituati. Tanto, per più di vent’anni, anche quando la fascia al braccio ce l’aveva qualcun altro, per loro c’è sempre stato solo UN Capitano. Che, indipendentemente da De Rossi o Gonalons, in campo non ci scenderà comunque più.