Luigi Pellicone

 

Defrel è un acquisto azzeccato. Molto più di un vice Dzeko. Un’alternativa al centravanti, ciò che è mancato lo scorso anno. E potenzialmente molto più di un ricambio. Le sue caratteristiche lo rendono l’attaccante ideale, per il 4-3-3 che ha in mente il tecnico.

Defrel, molto più di un vice Dzeko

Defrel è una prima punta che può  giocare esterno. E però Eusebio Di Francesco è un’integralista della specificità del ruolo. Nella sua filosofia il calciatore “non può essere”. Il calciatore “è”. Partendo da questo presupposto Defrel è una alternativa a Dzeko. Gli esterni sono Perotti, El Shaarawy, Under e…chi arriverà.

Occhio, però, alle caratteristiche dell’ex attaccante del Sassuolo: è completamente diverso da Dzeko. Rispetto al bosniaco è più veloce, rapido. Non concede punti di riferimento al difensore e attacca lo spazio. Lascia qualcosa sul punto di vista della tecnica, ma compensa con una maggiore vis agonistica, anche se non è presente a sé stesso e alla partita per tutti i 90′ di gioco. Se lima questi difetti, Defrel diviene più utile di Dzeko perché più funzionale al calcio del nuovo tecnico giallorosso. Sembra una bestemmia tecnica, ma il capocannoniere dello scorso campionato dovrà sudare, e parecchio, per vincere la concorrenza del neo arrivato.

 

Attaccare lo spazio: questo è il problema

Il 4-3-3 di Eusebio Di Francesco è molto diverso dal 4-2-3-1 di Luciano Spalletti. E potrebbe creare qualche difficoltà al bosniaco: la Roma non giocherà lunga nè di rimessa. Con una squadra più corta, gli attacchi partiranno da lontano. Dzeko non dovrà muoversi in orizzontale nell’ultima porzione di trequarti per poi attaccare la porta staccandosi alle spalle dell’ultimo marcatore o attaccando il primo o il secondo palo. Il lavoro richiesto è diverso: il centravanti della Roma dovrà sfruttare la verticalizzazione nello spazio.  Dzeko è tutto tranne che agile e veloce. Ha ben altre qualità, che rischiano di perdersi in un sistema di gioco poco premiante per lui.

Edin Dzeko

 Dzeko, nel 4-3-3 dovrà muoversi diversamente

Orfano di Spalletti, “Edin” sarà “Dzeko”?

Spalletti ha valorizzato Dzeko cucendogli addosso un sistema di gioco aderente alle sue caratteristiche: terminale di un 4-2-3-1 che portava calciatori in massa negli ultimi sedici metri. Una soluzione che liberava il bosniaco da compiti di “fatica”. Dzeko non doveva ribaltare l’azione, né portare il pallone da lontano sin dentro l’area di rigore.  Ha segnato tantissimo sfruttando il lavoro dei compagni e una cospicua mole di palloni “comodi”. E adesso? Stravolto l’impianto di gioco il terzo capitolo della storia di Dzeko è una pagina tutta da scrivere e, per certi versi, ricca di incognite. Ecco perché Defrel è un acquisto azzeccato: qualora il bosniaco palesasse difficoltà con il nuovo tecnico, la Roma non si farà trovare impreparata.