Redazione

Più di qualcuno a fine agosto, con due sole partite giocate, aveva già dato la propria sentenza. L’acquisto di Gregoire Defrel per la Roma è stato uno spreco di soldi. Chissà se chi si è trovato d’accordo con questa “teoria” ha visto anche un solo minuto dei match contro l’Atalanta e l’Inter. Poca partecipazione alla fase offensiva, senza dubbio, ma il francese a inizio campionato, quando la Roma balbettava e non aveva ancora acquisito i meccanismi proposti da Di Francesco è stato l’ancora di salvezza della squadra. Ha corso per due, per lui e per il compagno di fascia, facendo quasi il terzino piuttosto che l’ala. E quando, stremato, ha lasciato il campo contro l’Inter, il fortino giallorosso è crollato.

Esterno sì o esterno no?

Le critiche si appigliano più che altro al ruolo del francese, che è arrivato a Roma da vice-Dzeko ma che in quella posizione ha debuttato solo contro l’Udinese, andando tra l’altro vicino alla rete. Non è un esterno, si dice, al punto che il suo utilizzo in quel ruolo è stato addirittura citato da Ventura come soluzione estemporanea in un discorso sul 4-3-3. Anche il tecnico azzurro però ha dimenticato di fare i compiti a casa, perchè Defrel si è imposto da centravanti, ma nasce proprio esterno di destra ai tempi del Cesena. Un altro calciatore, forse, ma non abbastanza da aver dimenticato come si fa.

In una squadra migliorata, Defrel può dare più in attacco

E in attesa della prova del…nove da punta centrale, il ventiseienne si mette ancora alla prova sulla fascia, in una situazione completamente nuova. Lui è sempre lo stesso, ma intorno è cambiata la Roma. Che non è più quella insicura di Bergamo o quella bella ma fragile del match contro gli uomini di Spalletti. I meccanismi sono più oliati, le catene funzionano, indipendentemente dagli interpreti, e il gioco di Di Francesco comincia a vedersi. E chi potrebbe beneficiarne di più è proprio Defrel, che in un sistema più stabile non sarà più costretto a coprire 70 metri di campo per dare supporto a Bruno Peres, ma avrà la possibilità di fare ciò che gli riesce meglio, puntare la porta e segnare. Sia Under contro Verona e Benevento che la strana coppia Perotti-El Shaarawy con l’Udinese hanno giovato di questa situazione. Ora tocca a lui.

Con Florenzi potrebbe formare un’ottima coppia

Che sulla sua fascia di competenza si troverà per la quarta volta a far coppia con Bruno Peres e a collegare il gioco con Nainggolan. Il francese non ha ancora avuto l’opportunità di essere affiancato da Florenzi e (ovviamente) Karsdorp, due terzini che forse si adattano di più al suo modo di stare in campo e che sono tatticamente più disciplinati del brasiliano. Ma nella nuova Roma che funziona anche l’ex Torino sa dare il suo e può sgravare il compagno di squadra dai pesanti compiti difensivi che ne hanno limitato le prime apparizioni da esterno. L’obiettivo, neanche a dirlo, è la rete, ma Defrel ha già dimostrato di poter dare il suo contributo in molte altre maniere. Soldi sprecati? Assolutamente no.