Redazione

Era questione di tempo. Eusebio Di Francesco lo ha sempre ripetuto, anche quando la sua Roma a inizio campionato sembrava balbettare. Serve il tempo necessario a far sì che la squadra digerisca un’idea di calcio nuova, diversa. Serve il tempo di costruire un’identità di gioco. Il tempo di recuperare chi, per un motivo o per l’altro, è rimasto attardato. E nonostante la serie di infortuni che ha colpito i giallorossi, prima dell’ottava giornata si può tracciare una linea: nella Roma ogni cosa sta andando al suo posto.

Comincia a vedersi il gioco di Di Francesco

A partire dal gioco, che sta assumendo una fisionomia sempre più definita. Gli ingranaggi sono oliati, le giocate cominciano a venire a memoria, ogni calciatore ha sempre più consapevolezza del suo ruolo e delle sue mansioni in campo. Certo, qualche blackout continua ad esserci e a spaventare un po’, ma anche quello è fisiologico. Ma persino il Napoli di Sarri, avversario dei giallorossi all’Olimpico, ha avuto bisogno di un periodo di assestamento. Durante il quale, toh, casualità, proprio il Sassuolo di Di Francesco diede il benvenuto in Serie A al tecnico degli azzurri con un 2-1 al Mapei Stadium.

Una Roma in campo senza adattati

A proposito di Napoli, che Roma sarà quella che scenderà in campo contro la capolista? Una squadra fatta di scelte quasi obbligate, ma con un pregio non da poco. A discapito degli assenti, che sono davvero molti, Di Francesco potrà schierare un undici titolare senza bisogno di adattare nessuno dei calciatori a sua disposizione. Ognuno sarà al suo posto, nella porzione di campo che gli compete. E poco importa che ciò sia reso possibile dalla duttilità di Florenzi, in grado di sentirsi a suo agio anche tra i pali. L’importanza della rosa lunga richiesta dal tecnico a inizio mandato sta tutta qui. Nella possibilità di avere scelte anche quando di scelte pare ce ne siano davvero poche.

Il ritorno degli assenti

E tra gli assenti andrà contato più di qualche lungodegente. Di sicuro Emerson Palmieri non farà il viaggio con la squadra, mentre è ancora in dubbio la presenza di Schick nella distinta da presentare all’arbitro Rocchi. Chi, a meno di nuove clamorose ricadute, dovrebbe esserci, anche partendo dalla panchina, è Karsdorp, che pare giunto alla fine del suo percorso di riabilitazione iniziato a luglio. Anche l’attaccante ceco è sulla via del ritorno, ma probabile che non venga rischiato. E persino Emerson, fermo da fine maggio, potrà presto rimettere piede in campo. Per ora il brasiliano si è allenato con la Primavera e ha fatto la sua ricomparsa in gruppo. Tra qualche tempo potrà essere convocato. E allora sì che per questa Roma ogni cosa sarà finalmente al suo posto. E forse per i giallorossi inizierà addirittura un altro campionato.