Redazione

A volte a caldo si dicono delle cose che non si dovrebbero dire, a me non sono piaciute, ma sono state chiarite. Parole dal Vangelo secondo Eusebio Di Francesco, che ritorna sulle dichiarazioni post-partita di Edin Dzeko sul modo di giocare della Roma. Ci sta che l’attaccante si sia lamentato, come è legittimo il fastidio per la critica ricevuta. Ma bisogna guardare avanti, non certo indietro, e l’allenatore è già proiettato verso la sfida contro il Verona, partita difficile che non si può e non si deve sottovalutare. Tempo, è stato detto più volte, non ce n’è. E non fare nove punti nelle prossime tre partite (Hellas, Benevento e Udinese) rischia di bruciare le ambizioni giallorosse dopo appena una manciata di giornate.

Florenzi si riprende la Roma

La conferenza stampa del tecnico della Roma regala spunti interessanti, anche al di là dei vari ragionamenti su come l’ambiente della Capitale, che non spicca certo per serenità, abbia reagito alla prova contro l’Atletico. Concentrandosi sul campo, però, le indicazioni sono molte e lasciano spazio a una serie di ragionamenti. Ci sarà, e questa è forse la notizia che fa più piacere ai tifosi, Florenzi dal primo minuto, forse anche con tanto di fascia per la probabile assenza di De Rossi, che dovrebbe lasciare il posto a Gonalons. Sarebbe il rientro perfetto per il numero 24, quasi un anno dopo il grave infortunio e a sei mesi dalla terribile e inaspettata ricaduta.

Difesa intoccabile, cambi a centrocampo. E l’attacco?

Esclusa la fascia destra, la difesa è intoccabile, con Manolas, Juan Jesus e Kolarov a proteggere il nuovo muro Alisson. Più complicato fare previsioni a centrocampo, dove a ricevere un turno di riposo potrebbero essere il già citato De Rossi e Strootman, a favore di Pellegrini. Ma le novità più succose dovrebbero arrivare dal reparto offensivo. Perotti, parole di Di Francesco, è il più in forma della squadra. El Shaarawy è finalmente pronto per partire dal primo minuto. Under è più di una possibilità, il tecnico lo apprezza molto e non vede l’ora di dargli una chance. Defrel è stanco, ma al momento pare imprescindibile. E Dzeko, in tutto questo?

Il coraggio di lasciare in panchina Dzeko

Forse in campo, magari in panchina. Nessuna punizione, semplice turnover. Del resto, visto il valore della rosa, se Di Francesco non fosse nelle condizioni di cambiare le carte in tavola neanche contro un Verona che sembra un po’ allo sbando, beh, significherebbe che qualche problema a Trigoria c’è. E posto che sembra difficile rinunciare a Perotti e che ci sono almeno due attaccanti in rampa di lancio, l’idea di escludere Dzeko non è così campata in aria. Chiaramente una decisione del genere verrebbe intesa come la conferma di una frattura tra tecnico e giocatore. E si tratterebbe di una scelta per nulla semplice. Ci vuole coraggio per panchinare il capocannoniere della scorsa Serie A e dell’Europa League. A lasciare seduti ben 39 gol. Ma Di Francesco il problema non se lo pone. Lui gli attributi ce l’ha. E se contro il Verona li mettesse in bella mostra, sarebbero in pochi a meravigliarsi.