Redazione

All’Olimpico scocca l’ora del Faraone. Stephan El Shaarawy vuole prendersi la Roma e vuole farlo nel suo stadio, dove si era presentato più di un anno e mezzo fa contro il neopromosso Frosinone, con tanto di rete all’esordio. Corsi e ricorsi storici, perchè la prima da titolare di questa stagione dovrebbe arrivare contro un’altra squadra proveniente dalla Serie B, un Verona che arriva nella Capitale già con l’acqua alla gola e che per questo sarà ancora più pericoloso del previsto. Di Francesco però vuole dare finalmente minuti al suo esterno, che in preparazione ha sofferto per un fastidioso mal di schiena, ma che ora può mettere in campo le sue innegabili doti.

L’esterno perfetto del 4-3-3

E il tecnico romanista su quelle doti ci conta parecchio, dato che le caratteristiche dell’egiziano sembrano perfette per il 4-3-3 che l’allenatore giallorosso ha in mente per la sua Roma. Tagli, profondità, visione di gioco e fiuto del gol. Volendo potrebbe fare anche la prima punta, ma le scorse stagioni hanno dimostrato che dall’esterno, da sinistra, può essere letale. È diverso da Perotti, con cui si gioca il posto domenica dopo domenica, e questo in alcune partite può fare la differenza.

Sa fare tutto e lo fa bene

Nella batteria offensiva giallorossa, per valori assoluti, ha sempre qualcuno davanti. Non ha il dribbling nello stretto del suo diretto concorrente. Non garantisce lo stesso lavoro difensivo di Defrel. Non ha lo scatto bruciante di Under, il talento cristallino di Schick e la capacità di proteggere la palla di Dzeko. Ma sa fare tutto e lo fa bene e, paradossalmente, è quello che si adatta meglio al lavoro che viene richiesto all’esterno. Scatti continui, dietro la schiena del terzino. Profondità, puntando più la porta che la linea di fondo, per quella ci pensano i terzini. Del resto nel Sassuolo di Di Francesco, spesso e volentieri ad andare in doppia cifra erano le ali, non la prima punta. Il Faraone lo sa e scalpita, perchè grazie alla Roma vuole giocarsi l’opportunità di ritrovare la Nazionale.

Vuole sentirsi protagonista nella Roma

E per farlo deve giocare con continuità. Non solo per una semplice questione di forma fisica o di possibilità di mettersi in luce, ma perchè El Shaarawy è uno di quei calciatori che quando non si sente apprezzato, coccolato e tenuto in considerazione perde di incisività. Il posto da titolare, come è ovvio che sia, non glielo può garantire nessuno, ma già sapere di far parte integrante delle rotazioni di Di Francesco (che di norma sostituisce quasi sempre uno dei due esterni a partita in corso) può regalargli nuovi stimoli.