Francesco Cavallini

Due milioni per il prestito secco e altri otto milioni per acquistarlo definitivamente dall’Inter. Forse una delle operazione più contestate dell’esperienza romana di Walter Sabatini. Giudizio pressoché unanime, soldi sprecati per quello che a conti fatti era il quinto difensore centrale della rosa, dietro a Manolas, Rudiger, Fazio e Vermaelen. I primi tempi nella Capitale non sono certo stati semplici per Juan Jesus, principale bersaglio delle critiche della tifoseria e vero e proprio oggetto misterioso del mercato giallorosso della scorsa stagione. Ma il tempo, come si suol dire, è galantuomo. C’è voluto un po’, ma il brasiliano si sta prendendo la sua rivincita. Titolare della nuova Roma di Di Francesco, apprezzato dalla critica e dai suoi supporter. Una metamorfosi che ha dell’incredibile.

Una crescita costante, nonostante la sfiducia dell’ambiente

Trentatré presenze complessive lo scorso anno, tra subentri e maglie da titolare, equamente divise tra il centro della difesa e la fascia sinistra, dove è spesso stato dirottato dalla cronica mancanza di terzini mancini sani dalle parti di Trigoria. Eppure i numeri non raccontano a pieno la lenta ma costante crescita del brasiliano, che non ha vinto subito del tutto lo scetticismo della tifoseria, ma ha cominciato, agli occhi di chi segue la Roma, almeno a meritarsi la pagnotta. Del resto l’impegno non è mai mancato, sebbene a volte i risultati non fossero esattamente quelli sperati. Complice anche la pessima stagione di Vermaelen, nelle gerarchie Juan Jesus ha terminato la stagione da quarto difensore centrale.

Con Di Francesco a Roma cambia tutto

Poi è arrivato il mercato, che ha dirottato Antonio Rudiger lontano dalla Capitale e ha inserito in rosa Hector Moreno, capitano del Messico. Per il buon JJ sembra prospettarsi un’altra stagione senza acuti, ma i primi mesi della gestione Di Francesco raccontano un’altra storia. Al tecnico il brasiliano piace: è veloce, non sarà tatticamente sempre irreprensibile, ma in quanto a voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo non è secondo a nessuno. Nelle amichevoli viene schierato spesso da titolare e all’esordio in campionato sfodera una prestazione maiuscola contro l’Atalanta, limitando alla perfezione lo spauracchio Papu Gomez. Con l’Inter non va così bene, ma Perisic è un brutto cliente per tutti, figurarsi per chi si trova improvvisamente adattato da terzino destro.

Da oggetto misterioso a elemento indispensabile

E ora? Il quinto difensore centrale non è arrivato, quindi il pacchetto arretrato è attualmente composto, oltre che dal nostro Jesus, da Manolas, Fazio e Moreno. Ed in questa lista la gerarchia sembra sorprendentemente chiara. Manolas irremovibile e il brasiliano prima scelta, date le difficoltà dell’argentino di adattarsi a una difesa troppo alta e i lavori in corso per il messicano, ancora in fase di ambientamento al campionato italiano. E JJ ha scalato posizioni anche nel cuore dei tifosi, che finalmente non si mettono più le mani nei capelli quando il numero 5 viene annunciato nella formazione titolare, ma iniziano ad apprezzarne le doti e l’impegno, oltre che l’innata simpatia che lo rende un personaggio estremamente social. Una resurrezione in piena regola. E con un nome così, c’era un minimo da aspettarselo.