Redazione

Una botta che ha fatto male. Anche se solo un’amichevole. E però, gli schiaffi, anche se dolorosi, possono essere salutari. Summit straordinario a Trigoria. La “vuelta” spagnola ha lasciato in eredità una squadra che ha subìto tanto e segnato poco. Per certi versi, una squadra neanche paragonabile a Zeman. Le squadre del boemo segnano parecchio. La Roma no.

Summit Monchi Baldissoni, senza Di Francesco

Quanto basta per la convocazione degli Stati Generali. Troppe spie accese. Campanelli d’allarme che suonano a ripetizione. Sirene spiegate su due ruoli scoperti: serve fantasia in attacco (a destra) e maggiore copertura (al centro). In questa ottica, l‘identikit è di un difensore rapido e veloce, capace di recuperare rapidamente la posizione o di rincorrere l’avversario. Se arriva, qualcuno lascia. E tutti gli indizi portano alla cessione di Fazio, il meno adatto, per caratteristiche fisiche e tattiche, al gioco di Eusebio Di Francesco. Nelle ultime ore è tornato il nome di Boateng. Il centrale del Bayern, in rotta con la società tedesca, è inserito anche dal Nizza. Una concorrente non invincibile.

Ferragosto particolarmente caldo

Si preannuncia un ferragosto particolarmente rovente. Anche perchè il calendario non aiuta (Atalanta fuori ed esordio con l’Inter in casa) e la società è sotto pressione “assediata” dai tifosi, scatenati sui social network. La vittoria della Lazio in Supercoppa ha peggiorato la situazione. In pochi sono disposti a pazientare. E la maggioranza è terrorizzata di ciò che li aspetta da qui a fine agosto. Di Francesco attende i rinforzi richiesti, ma anche lui deve interrogarsi su qualche atteggiamento che, sebbene figlio della buona fede e della sana autocritica, rischia di trasformarsi in un boomerang

Il tecnico merita fiducia: ritrovi, però, l’entusiasmo

Alcuni atteggiamenti non sono piaciuti: l’indolenza di alcuni giocatori in campo, specialmente nel primo tempo. Basta osservare il calcio di rigore. In parecchi con le mani sui fianchi, come se la situazione non li riguardasse. Le parole di Eusebio Di Francesco testimoniano una rara onestà intellettuale. Difficile trovare un tecnico così preparato e autocritico, capace di assumersi le responsabilità. E però le dichiarazioni post partita tradiscono delusione e disincanto. Come se l’entusiasmo fosse finito. Non può, né deve essere cosi.