Redazione

Per questo gennaio il messaggio della Roma è stato abbastanza chiaro: operazioni di contorno, oppure si vende per comprare. Il che non significa certo che debbano necessariamente partire dei big (ora è il turno di Emerson Palmieri, richiesto da Conte al Chelsea), perchè tra cessioni minori e qualche sacrificio relativo, potrebbe comunque uscire fuori un bel gruzzoletto. Forse non abbastanza per puntare a un top player, ma una cifra che può aprire opzioni interessanti in entrata. In particolare a centrocampo, dove Monchi è ancora alla ricerca del calciatore dai piedi buoni in grado di regalare alla Roma imprevedibilità e brio nella gestione del pallone. E siccome il DS difficilmente si dimentica dei vecchi obiettivi, c’è la possibilità che torni di moda Dani Parejo, centrocampista del Valencia.

Dani Parejo, cresciuto e abbandonato dal Real

Certo, il Real Madrid è un grande club e di certo sa come trattare i suoi calciatori, ma forse per una volta avrebbe fatto meglio ad ascoltare il suo grande vecchio. Nel 2009 Alfredo Di Stefano, incurante degli ottant’anni suonati da un pezzo, si era innamorato di Parejo, all’epoca giovane virgulto dal futuro assicurato delle giovanili merengues. Eppure il giudizio per lui, come per tanti altri in quegli anni (Callejon, per fare un esempio), è stato spietato: non da Real Madrid. Di conseguenza, via libera alla cessione per tre milioni di euro al Getafe. E a vent’anni appena compiuti il madrileno si è ritrovato ad essere il faro degli Azulon. Il fatto che nella stagione del suo arrivo la piccola squadra madrilena sia arrivata sesta nella Liga deve essere certamente un caso. La grande occasione però arriva nel 2011 quando il Valencia lo acquista per otto milioni di euro.

Centrocampista completo e dai piedi buoni

E quindi da oltre sei anni Parejo è una presenza costante e rassicurante nel centrocampo dei pipistrelli. Mai meno di trenta presenze stagionali e numeri importanti, sia per i gol che per gli assist. Lo spagnolo, classe 1989, eccelle per tecnica e per visione di gioco ed ha anche un piedino niente male sui calci piazzati, cosa che alla Roma potrebbe far comodo per variare un po’ le soluzioni da palla inattiva, che in questa stagione sono per ora limitate al sinistro di Kolarov. Ma ciò che servirebbe di più ai giallorossi sarebbe la capacità di Parejo di fungere da regista avanzato (del resto nasce come trequartista) e da collante tra centrocampo e attacco, offrendo soluzioni offensive improvvise e vincenti. Il classico centrocampista leggerino tutto fantasia? Macchè, può giocare anche davanti alla difesa e se c’è da mettere la gamba il ventottenne non si fa certo pregare, come dimostrano i settantasei gialli ricevuti in 264 partite in Liga. Dunque un calciatore multitasking per la mediana della Roma, in grado di sostituire tutti e tre i centrocampisti del 4-3-3 di Di Francesco e di regalare la giocata geniale che in questo momento alla Roma manca come l’aria.

Qualche sacrificio per acquistarlo subito?

Monchi ci aveva già provato quando era al Siviglia e poi nella scorsa estate, forte anche della volontà del calciatore di provare una nuova esperienza dopo quasi dieci anni da protagonista nel campionato spagnolo. Poi per il centrocampo il mercato della Roma ha preso altre traiettorie, riportando nella Capitale Pellegrini e acquistando Gonalons, che potrebbe essere proprio uno dei sacrifici relativi necessari per lanciare l’assalto al calciatore del Valencia o a profili simili al suo. Parejo ha una clausola rescissoria di 50 milioni, ma le cifre delle postille ai contratti in Spagna sono sempre abbastanza gonfiate e il prezzo realistico dovrebbe aggirarsi tra i 15 ed i 20 milioni di euro. Se dovessero andare in porto le vociferate cessioni di Peres e del centrocampista francese, la Roma avrebbe la disponibilità economica immediata per puntare ad un acquisto diretto. Altrimenti, c’è sempre la strada (un po’ più complicata) del prestito con obbligo o diritto di riscatto per convincere Marcelino a liberare il centrocampista. Dopo gli assalti falliti in passato, la speranza di Monchi è di smentire la saggezza popolare e che stavolta ci sia un due senza tre.