Redazione

La soluzione ai problemi andrà anche ricercata dentro Trigoria, come ha dichiarato Monchi dopo la partita contro l’Atalanta, ma è ovvio che si tratta (anche) di responsabilizzare chi a Roma già c’è, piuttosto che far sperare in chissà quale mercato dal miracolo di gennaio. Ma (e con il DS andaluso il “ma” è d’obbligo) questo non significa certo che la Roma chiuderà occhi ed orecchie durante il mese di trattative. C’è forse qualcuno da piazzare e, rispettando un equilibrio tra entrate ed uscite, anche qualcuno da inserire nella rosa da mettere a disposizione di Di Francesco. In attesa di valutare le uscite, c’è un’idea low-cost in entrata: Márcio Rafael Ferreira de Souza, per tutti Rafinha.

Sei anni al Bayern Monaco per Rafinha

Terzino brasiliano bifascia, anni 32, una breve ma significativa esperienza in Italia con il Genoa, ma soprattutto una vita passata in Bundesliga, un altro campionato che in quanto a tatticità non ha nulla a che invidiare alla nostra Serie A. Ah, e passaporto tedesco (quindi comunitario), il che non guasta mai. Ultimo domicilio, Monaco di Baviera, alla corte di Heynckes. Sei stagioni e mezza al Bayern per il paranaense, con tanto di cinque titoli di Germania vinti, una Champions League e un mondiale per club. Niente male come palmares, anche considerando che 220 presenze in quasi sette anni indicano un utilizzo non proprio marginale, nonostante la presenza in rosa di un rivale formidabile come Lahm. Ora però per Rafinha molto è cambiato.

Velocità e resistenza

Colpa, o merito, dell’esplosione di Kimmich, che da centrocampista si è scoperto terzino destro coi fiocchi grazie a Carlo Ancelotti e che è tedesco al 100%, un particolare da non sottovalutare granchè a Monaco di Baviera, soprattutto quando in panchina c’è Herr Jupp. E quindi Rafinha, che credeva di essere l’erede designato di capitan Lahm, si è trovato di nuovo riserva di qualcuno. Vero, può disimpegnarsi abilmente anche a sinistra, ma da quel lato del campo c’è Alaba, anche lui particolarmente duttile ma ormai tornato in pianta stabile nel ruolo che lo ha lanciato nel grande calcio. Poco spazio quindi per il trentaduenne brasiliano, nonostante le caratteristiche fisiche (molta velocità ed una resistenza fuori dal comune) lo rendano perfetto per il ruolo del terzino.

Nuovi margini di manovra per Monchi e Di Francesco

Logica quindi la scelta da parte di Rafinha di non rinnovare il contratto in scadenza 2018 e di cercare una nuova destinazione. Roma da questo punto di vista sarebbe l’ideale: campionato già conosciuto, squadra di alto livello e una naturale tendenza (non molto apprezzata a Trigoria) di ritrovarsi spesso e volentieri a corto di laterali. L’arrivo nella Capitale del brasiliano regalerebbe a Di Francesco e a Monchi parecchie opzioni di manovra. Il tecnico potrebbe anche decidere di spostare Florenzi più avanti (a centrocampo o come esterno offensivo) essendo coperto sulla fascia destra, il DS potrebbe dare il via libera a qualche cessione (come quella di Bruno Peres) con il cui ricavato acquistare subito il calciatore del Bayern per una cifra simile a quella che ha portato a Roma Kolarov e cercare soluzioni in altri reparti. Nonostante la carta di identità, Rafinha è calciatore fisicamente integro (appena due infortuni di lieve entità nelle ultime tre stagioni) e garantirebbe una cifra tecnica ed un’esperienza che in questo momento un po’ complicato potrebbero essere fondamentali per i giallorossi. Quanto basta a Monchi per valutarne l’acquisto.