Redazione

Arrivano altri soldi dalla Champions? Bene. La Roma ringrazia e va avanti. E adesso…sono affari suoi. La retrocessione del Napoli in Europa League regala alle casse giallorosse anche parte della quota del market pool degli ottavi che sarebbe spettata ai partenopei, che va ad aggiungersi ai premi maturati per il passaggio del turno. E quindi i giallorossi escono dalla due giorni continentale consapevoli di essere una delle migliori 16 squadre d’Europa, ma anche più ricchi. E con il gruzzoletto raccolto tra la partita dell’Olimpico e quella di Rotterdam, Monchi può pensare a come puntellare una rosa già più che competitiva, a cui serve solo qualche innesto per tappare i buchi causati dagli infortuni.

Sulla destra non serve un titolare

Sulla destra per esempio, dove Karsdorp sarà ai box ancora per un po’, Bruno Peres pare destinato ad un trasferimento all’estero e non si può certo chiedere a Florenzi di cantare e portare la croce, soprattutto dopo il grave (doppio) infortunio da cui è reduce. Serve un terzino, dunque, ma non un titolare. Perchè quella maglia lì al momento è proprietà pressochè esclusiva dell’azzurro, che nelle idee di Di Francesco in futuro se la contenderà con lo sfortunato olandese. E, pur pensando al presente, non avrebbe granchè senso portare a Roma un altro laterale destro di valore assoluto, dato che in rosa ci sono Florenzi e Karsdorp.

Widmer, affidabile e a prezzo contenuto

Il profilo del possibile arrivo è dunque facilmente delineabile: serve un calciatore affidabile, che non necessiti di tempi di ambientamento alla Serie A, che non costi troppo e che arrivi con la consapevolezza di essere il vice di qualcuno, ma con la voglia di sovvertire le gerarchie. E guardandosi in giro nella ricerca di qualcuno che soddisfi questo identikit, spunta un nome ricorrente nelle trattative di mercato della Roma (e non solo). Silvan Widmer, ventiquattrenne terzino dell’Udinese, è tornato in campo dopo un infortunio muscolare che gli ha fatto saltare la prima parte di campionato. Prima un rientro soft, una decina di minuti contro l’Atalanta, poi duecentosettanta di fila. Tanto per dimostrare che i problemi fisici sono alle spalle.

Terzino giovane, ma esperto

Laterale classico, senza troppi fronzoli, ma con gamba e polmoni da vendere, Widmer solca la fascia destra del Friuli da ormai più di quattro stagioni, in cui si è affermato come uno dei terzini più continui della Serie A. Le sue buone prestazioni gli sono valse l’interesse delle big del nostro campionato, come Napoli, Inter e, appunto, Roma. Nessuno alla fine ha puntato su di lui, preferendogli nomi più esotici o più affermati. Ma in una rosa che punta allo Scudetto, uno come lo svizzero (che tra l’altro andrà a giocarsi i Mondiali in Russia) ci può stare eccome, soprattutto se deve fungere da prezioso ricambio e non gli è richiesto di cambiare la fisionomia della squadra. Costo? Pozzo, è risaputo, vende molto bene i suoi gioielli e considerando che si tratterebbe di un addio a gennaio potrebbe tentare di spuntare una dozzina di milioni. Non una cifra esagerata, soprattutto considerando gli ulteriori introiti portati alla Roma dal passaggio agli ottavi di Champions.

Si punterebbe dunque all’usato sicuro, in attesa del rientro di Karsdorp. Un’operazione oculata, al limite del chirugico. E poco importa se quello dello svizzero non è un nome che farebbe sognare i tifosi. È quello che serve ai giallorossi. La Roma è già competitiva e a gennaio necessita solo di qualche ritocco su un telaio già reso scintillante dal lavoro di Monchi e di Di Francesco.