Francesco Cavallini

Pasta, pizza e mandolino. Ma al di là dei facili stereotipi, il Bel Paese offre molto, molto di più a chi viene da fuori. Come centrocampisti completi in grado di ricoprire ogni ruolo in un 4-3-3, oppure ali che all’occorrenza sanno trasformarsi in falso nueve con una naturalezza che non ti aspetti. E poi chissà quanti altri calciatori o prospetti interessanti. Che solamente chi vive in Italia può apprezzare, studiando il nostro campionato e dedicandosi alla scoperta di atleti che da lontano non entrano minimamente nei radar. Monchi è arrivato a Roma ed ha subito attinto dal mercato tricolore, riportando alla base Pellegrini e acquistando Schick. Il centrocampista però era ben conosciuto a Trigoria, mentre il ceco era stato già monitorato dalla precedente gestione sportiva.

La Roma di Monchi sonda il mercato interno

E invece per le prossime sessioni, a partire da quella di gennaio, il Direttore Sportivo giallorosso ha segnato sul suo famoso taccuino (quello su cui per ogni necessità del tecnico vengono annotati duecento nomi, che pian piano vengono ridotti a tre) qualche idea interessante che viene dalla Serie A. E non da squadre di grande tradizione, ma dalle cosidette “piccole”, quelle che da fuori, magari dalla Spagna, saltano meno all’occhio. A Monchi sono bastati un paio di mesi scarsi di campionato per capire che, a parte la crisi che pare endemica della Nazionale di Ventura, di giocatori interessanti ce ne sono da queste parti e che il mercato interno, viste anche le cifre parecchio gonfiate che girano in alcuni campionati esteri, è più di un’opzione per creare la nuova Roma.

Nicolò Barella, il centrocampista del futuro

E quindi occhio al Cagliari, dove Nicolò Barella sta facendo bella mostra di sè ed ha attirato già parecchie attenzioni da parte di club importanti. Motorino instancabile del centrocampo rossoblu, il ventenne sardo sta scalando anche le gerarchie di Monchi, che non ha ancora avuto modo di visionarlo contro la sua Roma, ma che è già intrigato dal mix di qualità e di quantità che Barella ha finora dimostrato. Se l’andaluso deciderà di puntare sul calciatore del Cagliari per rafforzare il centrocampo giallorosso, dovrà mettere in preventivo una spesa importante e soprattutto una concorrenza non certo da ridere, tra le big italiane e qualche europea di livello. Ecco perchè la Roma potrebbe muoversi in anticipo per mettere il calciatore a disposizione di Di Francesco già da gennaio.

Simone Verdi, scusate il ritardo

Discorso diverso, ma simile, per Simone Verdi, che al Bologna ha ritrovato la sua dimensione e raggiunto la Nazionale, dopo qualche anno in cui le sue indubbie qualità erano rimaste in ombra. Se Barella sta bruciando le tappe, si può dire che l’ala dei felsinei ci ha messo anche un po’ troppo per sfondare nel calcio che conta, e per questo vuole riprendersi il tempo perduto. Per lui però l’argomento Roma dovrebbe essere ritardato al prossimo anno, sia perchè pare difficile che il Bologna se ne voglia privare a breve che per il fatto che Di Francesco (a proposito, suo figlio è compagno di squadra di Verdi, e questo potrebbe contare) ha già a disposizione parecchi esterni e non c’è (ancora) sul giocatore un’asta che possa giustificarne l’acquisto immediato.

E potremmo essere solo all’inizio. Sul taccuino di Monchi c’è ancora molto spazio per segnare altri nomi. Basterà farsi ispirare dalla nostra Serie A. Bistrattata, forse anche un po’ a ragione, ma pur sempre in grado di produrre talenti.