Francesco Cavallini

Nell’ultima sessione di mercato, la Roma ha acquistato un bomber. Che non è Gregoire Defrel, nonostante dodici reti nella scorsa stagione. E non è neanche Patrik Schick, due stagioni da titolare tra Bohemians e Sampdoria e già parecchie esultanze. Piacere, Aleksandar Golarov. No no, nessun errore, solo un piccolo gioco di parole. Tre volte a segno in partite ufficiali dall’inizio della stagione, una in giallorosso e due con la nazionale, finora miglior marcatore della nuova Roma assieme a Edin Dzeko. Che però fa l’attaccante, non il terzino. Questione di dettagli. Quelli a cui Monchi è attentissimo e che gli hanno permesso di realizzare quello che forse è il capolavoro del suo primo mercato romanista.

Un colpo da maestro a prezzo di saldo

Bene Karsdorp, prospetto di livello continentale. Benissimo Schick, potenziale crack. Ma se parliamo di rapporto qualità/prezzo, nulla è minimamente paragonabile all’acquisto di Kolarov per appena cinque milioni di euro. Ovvio, il Manchester City non è esattamente una società che ha bisogno di incassare dalle operazioni in uscita, ma strappare un calciatore del livello del serbo ad una cifra quasi irrisoria è un colpo da maestro. Qualcuno a Roma ha subito storto il naso, non solo per i trascorsi laziali del numero 11. Il ritornello era sempre il solito, il più classico dei “e se era bono te lo davano a te?“. Evidentemente sì, se ti chiami Monchi. Che ha corteggiato il ragazzo e convinto il suo club in una trattativa lampo.

Esperienza, potenza e classe al servizio della Roma

Trentuno anni, non proprio un giovanotto (e in questo i capelli bianchi che cominciano a spuntare non aiutano), ma neanche il giocatore bollito che molti immaginavano. Eppure i numeri parlavano chiaro, quaranta partite nella scorsa stagione, tutte da titolare tranne una. Un po’ terzino e un po’ centrale, una svolta alla sua carriera data da Guardiola e apprezzata fino ad un certo punto. Perchè il territorio di caccia preferito è da sempre la fascia sinistra, quella che con sguardo torvo e gamba tirata a lucido Kolarov ha cominciato a presidiare anche in maglia giallorossa. Rete da tre punti all’esordio contro l’Atalanta, una partita di sostanza e fisicità contro l’Inter, macchiata da una sconfitta che però non si può certo imputare a lui. Probabilmente, il migliore della Roma di agosto. Anche secondo i tifosi, che in un sondaggio hanno confermato l’impressione generale.

Da alternativa di lusso a titolare inamovibile

Il suo arrivo, a parte i problemi legati al campanilismo cittadino, sembrava poter permettere ai giallorossi di attendere con serenità il rientro dello sfortunato Emerson Palmieri, da tutti considerato il titolare nel ruolo. Kolarov ottima alternativa di lusso, uomo di esperienza internazionale, con un palmares vincente, l’ideale per guardare le spalle all’arrembante italo-brasiliano. Ma sarà invece proprio il numero 33 della Roma a doversi preoccupare. Un Kolarov così non lo togli dall’undici di partenza neanche a cannonate. Poi magari il serbo a volte finirà a fare il centrale accanto a Manolas e Di Francesco potrà provare a schierare entrambi. Ma se Palmieri contava di rientrare tra ottobre e novembre e trovare il tappeto rosso sulla sua fascia, beh, si sbagliava di grosso. Anzi, al ritorno incrocerà lo sguardo con la faccia minacciosa del serbo e non c’è di certo da invidiarlo. Per conferma, chiedere a decine di esterni destri. E adesso anche a qualche portiere.